Esiste un momento della giornata ideale per assumere probiotici? Quali sono le quantità consigliate? Per quanto tempo? Esistono stagioni migliori per assumerli? Quando si affronta un argomento interessante come quello dei probiotici sorgono moltissime domande e non sempre è facile trovare le risposte. Ecco perché abbiamo deciso di intervistare il dottor Stefano Vendrame, nutrizionista e dottore di ricerca in scienze dell’alimentazione, che ci ha aiutato a fare chiarezza e fugare ogni dubbio.

Esiste un momento della giornata in cui è meglio assumere probiotici?

No, è indifferente. Per facilitare la sopravvivenza dei batteri buoni attraverso lo stomaco, tuttavia, è meglio non assumerli a stomaco completamente vuoto, così da tamponarne l’acidità, e allo stesso tempo assicurare a questi batteri la presenza di altri nutrienti.

Ci sono periodi o stagioni dell’anno in cui è più opportuno farne uso?

Neppure. In realtà il consiglio è quello di farne uso sempre.

Con quale frequenza è bene assumere probiotici?

Questi batteri vanno incontro a molte peripezie: devono essere vivi e vitali nell’alimento che consumiamo, devono attraversare l’ambiente acido dello stomaco, e infine devono competere con le altre specie batteriche già presenti nell’intestino e scavarsi una nicchia per poter attecchire e moltiplicarsi. Solo pochi ce la fanno! Per questo se vogliamo trarne il maggiore beneficio, dobbiamo consumarli quotidianamente.

Ma una volta costituita questa popolazione microbica favorevole, sono ancora necessari i probiotici?

Sì. Se pensiamo di utilizzare alimenti probiotici per selezionare una buona popolazione batterica intestinale, e poi una volta raggiunto l’obiettivo speriamo che resti lì, immutata nel tempo, ci sbagliamo. Molti dei batteri più benefici per la nostra salute, come i lattobacilli o i bifidi, sono estremamente delicati e quindi tendono a scomparire nel tempo. Solo un uso continuativo di probiotici ci può consentire di mantenere nel tempo queste popolazioni benefiche.

Quindi andrebbero assunti in modo continuativo, e non a cicli…

I probiotici sono alimenti, non una terapia! Devono essere parte integrante della nostra alimentazione, e se vogliamo trarne benefici costanti, dobbiamo consumarli in modo costante e regolare per tutta la vita.

Ma in quali quantità vanno assunti?

Non esiste un troppo o un troppo poco, e tantomeno una “dose”. Ripeto, stiamo parlando di alimenti, non di farmaci! Oltretutto, non potremo mai sapere di preciso quanti sono i batteri vivi e vitali in un determinato alimento al momento del consumo, quindi ogni calcolo sarebbe impossibile. E soprattutto, sarebbe superfluo. L’approccio corretto secondo me è semplicemente fare in modo che una moltitudine di alimenti probiotici, sia bevande che cibi fermentati, facciano sempre parte della nostra alimentazione.

È vero che è meglio evitare probiotici se si stanno prendendo degli antibiotici? Possono interferire?

No. Anche se le due parole sono una il contrario dell’altra, in realtà fanno cose ben diverse. Gli antibiotici agiscono a livello sistemico, cioè entrano in circolo e uccidono i batteri in tutto l’organismo. I probiotici, invece, agiscono solo nel tratto intestinale e aggiungono batteri buoni. Un probiotico non interferisce in alcun modo con l’azione dell’antibiotico. Se mai accade il contrario, cioè l’antibiotico uccide anche i batteri del probiotico.

Ma allora non è inutile assumerli?

No. Proprio perché l’antibiotico tende a fare piazza pulita anche dei batteri intestinali, è utilissimo prendere quotidianamente dei probiotici durante la terapia per mandare i rinforzi! Per questo motivo in caso di terapia antibiotica si suggerisce di assumere i probiotici a distanza dall’orario di assunzione dell’antibiotico. In ogni caso, è ancora più importante fare un uso abbondante di alimenti probiotici al termine della terapia antibiotica.

Dunque sono utili per ricostituire la popolazione batterica intestinale?

Esatto, e per fare in modo che non prendano il sopravvento specie batteriche meno favorevoli, che trovando il campo sgombro potrebbero proliferare con maggiore facilità.

Ci sono alimenti – a parte i probiotici – che favoriscono la selezione di una buona microflora intestinale?

Sì, sono i cosiddetti alimenti pre-biotici, ossia alimenti che pur non contenendo direttamente batteri vivi, aiutano la selezione di quelli più protettivi in quanto forniscono loro nutrimento. Penso in particolare alla fibra di frutta, verdura, cereali integrali, legumi, frutta secca e semi, e in modo speciale ad alcuni tipi di fibra solubile che troviamo in alimenti come topinambur, aglio, cipolla, porri, carciofi, asparagi, banane, orzo, avena, melanzana, alghe, cavoli, broccoli e legumi in generale.

E ci sono comportamenti alimentari che invece ostacolano la selezione di una popolazione intestinale favorevole?

Certo. In primo luogo, l’eccesso di proteine nella dieta e in particolare un eccesso di carne, salumi e insaccati non bilanciato da un buon apporto di frutta e verdura, perché questo promuoverebbe la selezione di una microflora ‘putrefattiva’ assai meno favorevole che porta a costipazione e produce sostanze tossiche.

Poi, non usiamo disinfettanti per lavare frutta e verdura, che sono completamente inutili oltre a danneggiare diversi nutrienti, e danno pure fastidio ai batteri buoni dell’intestino. Infine, evitiamo di bere acqua direttamente dal rubinetto, in quanto anche il cloro pregiudica il benessere di tali batteri. Basta lasciarla in una brocca per alcuni minuti prima di berla, in modo che il cloro evapori.