Durante il periodo della gravidanza la flora batterica intestinale della donna può subire importanti alterazioni. Tali variazioni possono comportare disturbi a carico sia della gestante che del nascituro, ed è opportuno quindi intervenire nel miglior modo possibile al fine di evitare interferenze con la salute di entrambi.

La protezione della flora batterica intestinale deve passare, ancora più durante il delicato periodo della gravidanza, per l’utilizzo di strumenti efficaci e rispettosi di quelle che sono le normali dinamiche dell’organismo. Valide opzioni al riguardo sono fermenti lattici probiotici come ad esempio il Lactobacillus casei Shirota (LcS), in grado di favorire l’equilibrio nella popolazione batterica dell’intestino.

Ciò che rende così importanti i fermenti lattici probiotici è la capacità, da parte di questi elementi, di superare la barriera acida dello stomaco e giungere indenni nel tratto intestinale.

L’importanza dei batteri intestinali

La flora batterica intestinale ricopre molteplici ruoli nell’economia della salute dell’uomo. Prima funzione associata a questa ampia varietà di batteri è quella “trofica” o di nutrimento, ovvero di consentire all’organismo ospite di processare in maniera corretta i cibi assunti e non del tutto digeriti (perlopiù polisaccaridi di origine vegetale), accompagnata da un’azione protettiva a beneficio della mucosa intestinale.

I batteri intestinali sono inoltre associati a un corretto stato di benessere del sistema immunitario, consentendo una più efficace risposta dell’organismo di fronte alle aggressioni di agenti patogeni. Contribuiscono inoltre alla formazione della cosiddetta vitamina K2, necessaria per la salute delle ossa, e della B12. La flora batterica intestinale produce amminoacidi come la arginina, la cisteina e la glutammina, intervenendo inoltre nel metabolismo degli acidi biliari.

Uno studio della Cornell University (Ithaca, USA) ha associato le alterazioni della flora batterica intestinale a quella che viene definita “sindrome da stanchezza cronica” . I batteri dell’intestino contribuirebbero inoltre, secondo l’Institut Pasteur di Parigi, a prevenire le allergie nei bambini.

Vantaggi dell’uso di probiotici in gravidanza

Diversi sono quindi i possibili vantaggi derivanti dall’assunzione quotidiana di fermenti lattici probiotici come il Lactobacillus casei Shirota, il Lactobacillus rhamnosus GG, il Lactobacillus bulgaricus, lo Streptococcus thermophilus o il Lactobacillus acidophilus1. A cominciare chiaramente dal mantenimento del corretto equilibrio della flora batterica intestinale.

L’assunzione di probiotici in gravidanza si ritiene aiuti le donne a ridurre il rischio di diabete gestazionale del 20%, oltre a rinforzare le naturali difese dell’organismo. A trarre giovamento da tale buona abitudine sarebbe anche  la digestione, e la stitichezza,che frequentemente si verifica durante la gestazione e nel periodo successivo al parto).

I benefici non riguardano tuttavia soltanto le gestanti. Importanti vantaggi per i neonati deriverebbero dall’impiego di fermenti lattici probiotici da parte delle donne in gravidanza: secondo i ricercatori del Children Hospital di Pittsburgh (negli USA) i nuovi nati le cui madri hanno seguito tale abitudine mostrerebbero una minore propensione a manifestare allergie (una riduzione del rischio fino al 50%); effetto che sembrerebbe non essere garantito se assunti direttamente dal bambino.