Si parla in continuazione di dieta a sana alimentazione e dal mondo medico e della nutrizione arrivano continuamente notizie diverse e anche contrastanti.

L’ultima notizia arriva dall’Università del Tennessee.

Secondo i ricercatori di questa università le diete e i regimi alimentari che utilizzano come metodo principale l’esclusione dall’alimentazione di alcuni cibi non sortiscono nessun effetto maggiore delle diete che, invece, basano l’approccio alimentare su quello che viene definito l’intake totale delle calorie, ossia la quantità di calorie che ogni giorno  vengono immesse nel corpo.

La ricerca ha preso in esame circa 200 soggetti a cui sono stati proposti due diversi tipi di alimentazione. Ad un gruppo è stato dato un programma privativo, in cui alimenti quali gelati, patatine fritte e biscotti erano tassativamente vietati, mentre al secondo è stato dato solo il quantitativo calorico consentito.

Alla fine del regime di dieta la perdita di peso tra i due gruppi è stata pressoché uguale, ma coloro a cui erano stati tassativamente vietate alcune tipologie di cibo hanno avuto maggiori difficoltà a seguire la dieta.

Secodno gli studiosi la limitazione o la privazione di alcune tipologie di alimenti non ha alcun effetto particolarmente benefico, anzi, porta solo alla monotonia alimentare che è uno dei principali motivi dell’abbandono delle diete.