Alla vigilia delle elezioni per questo 2013, proviamo a riassumere 11 regole che i governi potrebbero adottare per implementare delle politiche ambientali efficaci. Si tratta di punti che sono stati già adottati all’estero, previste da trattati e piani di sviluppo ecosostenibili, che se introdotte anche in Italia potrebbero sicuramente apportare molti beneifici al nostro ambiente e alla nostra salute.

LE MISURE PROPOSTE

Le misure proposte in questi piani possono essere di tipo normativo, progettuale o di sensibilizzazione della cittadinanza e riguardare sia la fase della produzione e della distribuzione sia quella del consumo dell’utilizzo dei beni. Tutto questo viene attuato attraverso incentivi e promozioni, disincentivi o divieti, promozione di strutture e attività produttive riorientate, sensibilizzazione e formazione della comunità. Ma, per essere attuate, c’è bisogno di “impianti” per la prevenzione dei rifiuti, ovvero delle “ecostrutture” necessarie.

E allora vediamo queste 11 ecostrutture…

1. NEGOZI LEGGERI

Sono quelli che offrono prodotti alla spina e sfusi, a chilometri zero (o quasi): i prodotti vengono acquistati direttamente da chi li produce. Esistono già alcune catene di questo tipo sul territorio, come Effecorta, Negozio Leggero e Pesonetto.

2. TRANSITION SHOPS

Punti vendita, più o meno grandi, che riducono la produzione dei rifiuti rendendone partecipi i clienti (anche in modi originali). Quelli che offrono ecoshopper ne sono un esempio.

3. ECOUFFICI

Sia pubblici che privati, sono quelli che cercano di “dematerializzare”: acquisti pubblici verdi di carta e materiali riciclati, minimizzazione dell’uso della carta (da recuperare) , cancelleria eco; prodotti elettronici rigenerati a basso consumo, igiene sostenibile, scambio di mobili e attrezzature, mense eco, azzeramento dei materiali usa e getta anche negli angolo per la pausa caffé (ne avevo già parlato qui). Alcune di queste misure sono realizzabili anche su iniziativa dei lavoratori stessi, specialmente per le fotocopie e l’angolo caffé.

4. ECO-SCUOLE

Sono quelle dotate di orto e di compostiera, acquistano cancelleria riciclata e sostenibile, hanno la prevenzione dei rifiuti nei programmi scolastici, hanno le ecomense, non hanno macchine distributrici di bevande e merende industriali.

5. ECO-MENSE

Pubbliche o private, per adulti o per ragazzi, sono quelle che utilizzano posate e piatti riutilizzabili, acqua in brocca, menù sani e locali, si organizzano per non buttare il cibo avanzato, fanno il compostaggio dell’organico e cedono il resto degli avanzi ai canili.

6. GRUPPI DI ACQUISTO SOLIDALI

I GAS ci permettono di fare una spesa etica e non inquinante, e pure conveniente. Priva quasi totalmente di imballaggi, la spesa dai GAS è biologica, a filiera corta ed economica.

7. CENTRI PER IL RIUSO, LA RIPARAZIONE E LO SCAMBIO

Creati da strutture pubbliche o private intercettano beni durevoli e/o ingombranti (mobili, attrezzature, elettronica, abiti, giocattoli) prima che siano conferiti al sistema di igiene urbana.

8. MERCATI ORTOFRUTTICOLI SENZA IMBALLI

Basta portarsi la sporta da casa e farsi pesare la frutta e la verdura senza imballi (che oltretutto di solito si pagano).

9. CASE DELL’ACQUA, FONTANE PUBBLICHE, DISTRIBUTORI

Si tratta di strutture aperte al pubblico predisposte in genere dai Comuni per fornire alla spina acqua microfiltrata e magari gassata. Queste strutture però possono disincentivare l’uso a casa o al lavoro dell’acqua di rubinetto, che è più ecologica perché arriva direttamente a casa nostra.

10. FESTE, SAGRE, RADUNI

Con alcune regole precise per i partecipanti, possono diventare occasioni comuni che non inquinano e non producono rifiuti. Come? Ne ho già parlato nel dettaglio in un articolo su come organizzare concerti e manifestazioni a rifiuti zero.

11. ECOALBERGHI, ECORISTORANTI, ECOBAR

Sono quelli che non hanno stoviglie monouso, utilizzano dispenser per le bevande, prescindono dagli alimenti monodose, fanno il compostaggio in loco, eliminano o riducono le monodosi alimentari a colazione proponendo “sfuso locale”, usano prodotti d’igiene il più possibile naturali e alla spina e saponi e toiletteria in confezioni concentrate da diluire o ricaricabili. Finora si tratta soprattutto di Bed&Breakfast e agriturismi, ma alcuni esperimenti si stanno diffondendo anche in hotel e strutture più grandi.