I polipi intestinali sono delle escrescenze carnose soffici che si formano sulla mucosa dell’intestino, specialmente nel colon e nel retto. Nella maggioranza dei casi si tratta di neoformazioni di origine benigna, ma con il passare del tempo alcune tipologie di polipi possono evolvere in una forma maligna. Variabili da pochi millimetri a tre/quattro centimetri, in genere la benignità di un polipo è inversamente proporzionale alla sua dimensione. Sono soggetti più a rischio di sviluppare queste neo formazioni a livello intestinale gli adulti over 50, tutti coloro che abbiano avuto casi simili in famiglia e le donne colpite da tumori all’utero e all’endometrio prima della menopausa.

I polipi intestinali si distinguono in: sporgenti e penduli (polipi pedunculati), appiattiti (polipi sessili), singoli o multipli (poliptosi), polipi neoplastici (veri e propri tumori), polipi iperplastici  o infiammatori (spesso associati a Colite ulcerosa, Morbo di Crohn, coliti infettive e diverticolosi) e polipi amartomatosi (lesioni non neoplastiche, spesso di origine familiare).

Polipi intestinali: sintomi

I polipi intestinali sono generalmente asintomatici, caratteristica che contribuisce a renderli maggiormente pericolosi. Spesso vengono individuati casualmente durante un esame endoscopico o radiologico; talvolta possono invece manifestarsi con evacuazione di muco, diarrea mucosa o essere segnalati da perdite rettali di sangue, eventualmente associate a stati anemici. Questi sintomi sono tanto più comuni quanto maggiori sono le dimensioni del polipo ed il suo conseguente potenziale maligno. Polipi di grosse dimensioni possono causare ostruzioni intestinali, con conseguente comparsa di coliche addominali. Infine, se localizzati in sede rettale, possono accompagnarsi a tenesmo (sensazione di urgente bisogno di defecare).

Altri sintomi possono essere:

  • alterazioni dell’alvo (squilibri del canale intestinale nel suo complesso);
  • stitichezza o diarrea che dura più di una settimana;
  • crampi addominali;
  • pallore;
  • dolore al petto.

Polipi intestinali: fattori di rischio

Un elevato consumo di carni rosse e di grassi saturi può favorire la comparsa di polipi intestinali e la loro evoluzione in cancro al colon-retto. Analogo discorso per obesità, scarsa attività fisica, abuso di alcol e fumo di sigaretta. Per quanto riguarda invece i fattori non modificabili, si è riscontrato che il rischio di polipi aumenta se esistono situazioni di familiarità: dalle due alle quattro volte se a soffrirne è un solo familiare, dalle 4 alle 6 se i polipi sono comuni a 2 parenti di primo grado.

E’ possibile invece prevenire la formazione di polipi seguendo uno stile di vita salutare, mangiando molti cibi ricchi di fibre, come la frutta e la verdura, lo yogurt, i cereali integrali e i legumi e fare attività fisica regolarmente.

Polipi intestinali: terapia

Il trattamento per la cura dei polipi intestinali dipende dalla causa scatenante, dal tipo, dalla collocazione e dalla grandezza degli stessi: in molti casi l’esame colonscopico permette, oltre che una diagnosi accurata, anche l’immediata asportazione del polipo (polipectomia). Le seguenti indagini istologiche valuteranno quindi il grado di evoluzione neoplastica, in base al quale il medico deciderà se l’asportazione endoscopica sia stata sufficiente o se siano necessari interventi più radicali. Se a rischio di tumore, si procede ad esempio alla rimozione di tutto il tratto intestinale colpito. In caso di poliposi adenomatosa familiare si procede invece generalmente con l’asportazione totale del colon (colectomia totale). In generale, la chirurgia rappresenta l’opzione terapeutica migliore quando i polipi sono localizzati in aree difficili da raggiungere con le altre metodologie, oppure quando le loro dimensioni rendono difficoltosa l’estrazione tramite polipectomia. L’escissione del polipo intestinale tramite laparoscopia è infine preferibile rispetto alle tecniche chirurgiche standard poiché permette un più rapido e meno doloroso recupero del paziente.

L’assunzione di farmaci per evitare recidive di polipi intestinali è consigliata invece esclusivamente ai casi gravi, in cui la malattia può facilmente evolvere in tumore maligno e metastatizzare, o ancora, nell’evenienza di una già evidente degenerazione neoplastica in atto. La posologia va stabilita dal medico in base alla gravità del problema e al grado di avanzamento del tumore. Di seguito alcuni esempi di farmaci utilizzati in terapia per la prevenzione delle recidive di polipi intestinali, dopo l’intervento chirurgico:

  • 5-Fluorouracile (es. Fluorouracile), farmaco chemioterapico spesso somministrato in associazione all’acido folinico, per via endovenosa, in bolo o per infusione continua.
  • Oxaliplatino (es. Eloxatin) chemioterapico antineoplastico, viene spesse volte assunto in associazione ad acido folinico e 5-Fluorouracile.
  • Capecitabina (es. Xeloda), indicato per la cura dei pazienti sottoposti a trattamento chirurgico per la cura dei polipi intestinali con degenerazione in neoplasia al colon.