Più di 100 donne sono rimaste incinte per aver assunto delle pillole anticoncezionali “difettose”: è successo negli Stati Uniti dove le donne in dolce attesa appartenenti a più di 25 Stati hanno presentato una class action in un tribunale dello stato della Pennysilvania facendo causa all’azienda produttrice, la Qualitest Pharmaceuticals.

Le stesse sostengono che l’azienda abbia distribuito che la stessa azienda – che a sua volta viene controllata dalla Endo Pharmaceuticals – nel 2011 avrebbe distribuito i medicinali difettosi causando così ben 113 gravidanze accidentali: secondo le accuse questi anticoncezionali sarebbero stati confezionati in maniera errata, ovvero “ruotato di 180 gradi” andando così a invertire l’orientamento della “tavoletta settimanale”.

Così facendo le donne avrebbero preso prima le pillole di placebo – le quali sono destinate alla settimana in cui arriva il ciclo – lasciandole “scoperte”, ovvero senza protezione, nel momento in cui invece dovevano esserlo aumentando il rischio di gravidanze indesiderate.

Come dichiarato uno dei legali che sta seguendo le donne nel processo, l’avvocato Keth Bodoh, questo caso ha cambiato radicalmente la vita di molte donne, specialmente di molte ragazze adolescenti che si sono ritrovate incinte e che anno dovuto abbandonare gli studi o hanno pensato a una possibile adozione del nascituro.

Si parla così di un caso milionario, in quanto i danni – che sono stati calcolati sulla base del costo della crescita dei figli avuti dalle donne che hanno preso la pillola “difettosa”, insieme ai danni causati al benessere economico, mentale e fisico per i salari persi – supererebbero il milione di dollari: tuttavia sarebbe dura per le donne dimostrare di essere rimaste incinta per via della confezione difettosa in quanto Qualitest ha dichiarato come il numero delle confezioni richiamate erano limitate e solo una scatola difettosa sarebbe stata venduta a una cliente.

Su più di 500.000 confezioni, solo 53 sono risultate effettivamente invertite: bisogna considerare che però stesso anno l’azienda avrebbe ritirato dal mercato circa 8 diversi tipi di contraccettivi orali per lo stesso motivo, ovvero dopo la scoperta che il posizionamento delle pillole all’interno delle scatole era stato invertito.