Il luppolo è una pianta molto interessante sia dal punto di vista alimentare che da quello medicinale. Gli amanti della birra, in particolare, la ritengono la pianta più importante del mondo. Da moltissimo tempo, infatti, il luppolo viene usato proprio per aromatizzare la birra e per questo è coltivato soprattutto nei paesi produttori di questa bevanda (Germania, Boemia, Belgio, Regno Unito), ma sono in realtà le sue proprietà terapeutiche a farlo meritevole di tutto il nostro interesse.

La pianta possiede infatti anche altre virtù: in certi paesi (come Russia e Svezia) fa i suoi fusti vengono utilizzati per fabbricare stuoie, cordami e sacchi, mentre nelle nostre vallate montane sono noti soprattutto i pregi dei suoi germogli primaverili che costituiscono un ottimo ingrediente per minestre, risotti e piatti saltati, oltre che per insalate dagli effetti lassativi e purificatori del sangue del fegato.

IL LUPPOLO

Il luppolo (Humulus lupulus) appartiene alla famiglia delle Cannabacee. Cresce spontaneo in prevalenza nell’Italia settentrionale, dove è possibile trovarlo a margine dei boschi, presso le rive dei corsi d’acqua, tra le siepi e sulle reti metalliche degli orti, fino a 1500 m d’altitudine.

Si tratta di una pianta perenne a sviluppo rampicante con fusti erbacei, angolosi, coperti di placchette ruvide e lunghi fino a 3 m che, incapaci di sorreggersi autonomamente, si attorcigliano su qualsiasi altra pianta o sostegno.

Il suo nome botanico deriva dal latino humus (terra) proprio motivo dei fusti che, qualora non trovino un qualsiasi appoggio, rimangono prostrati sul terreno.

IL LUPPOLINO

La pianta del luppolo è dioica, con i fiori maschili riuniti in infiorescenze terminali simili a pannocchie e fiori femminili raggruppati in amenti a forma di piccole pigne. Le infiorescenze femminili, quando sono ben mature, se battute leggermente, lasciano cadere una polverina gialla, appiccicosa, molto amara e dall’odore piccante e resinoso: è il luppolino, prodotto dalle ghiandole giallastre che rivestono il perigonio e le brattee del fiore. Il luppolino, insieme ad altre sostanze resinose e aromatiche contenute nei fiori, viene sfruttato per fabbricare la birra ed anche come aromatizzante di liquori amari e digestivi.

COME SI RICONOSCE IL LUPPOLO

Le foglie sono ruvide, palmate, col margine dentato diviso in 3-5 lobi; assomigliano a quelle della vite, però sono più piccole, hanno picciolo più sottile e base più arrotondata e sono prive di viticci. Nella parte superiore della pianta le foglie sono più semplici, cuoriformi e non divise in lobi.

COME SI COLTIVA

Il luppolo si può coltivare senza difficoltà nel proprio orto o in giardino purché si predispongano adeguati sostegni, come reti o tralicci. In autunno o in primavera si cercheranno, vicino alle piante che hanno disseminato, delle piantine giovani che andranno poi trapiantate al piede di una rete, distanti 30-50 cm una dall’altra, in un terreno molto ricco di sassi. Nella tarda estate, dopo aver contraddistinto dai frutti le piante femminili da quelle maschili, si lasceranno solo alcune di queste ultime per garantire l’impollinazione. Nel tardo autunno si taglieranno a livello del suolo tutti i fusti per lasciare spazio a quelli che nasceranno nella primavera successiva.

Vedremo successivamente quali sono le proprietà benefiche e medicamentose di questa straordinaria pianta officinale.