Fra le piante officinali dell’orto predilette dalle nostre nonne, un posto speciale merita la lavanda, con la quale esse riempivano graziosi sacchettini, che avevano prima confezionato con avanzi di stoffe di cotone o altro tessuto, per riporli poi nella scatola dei fazzoletti o nei cassetti della biancheria: in questo modo ottenevano il duplice risultato di profumare in modo delizioso gli indumenti e di tenere lontane le tarme. Anche se al giorno d’oggi si pensa ancora alla lavanda solo come a un profumo, in realtà essa è molto di più; le sue molteplici virtù sono sfruttate dalla medicina, dalla cosmesi, dall’arte culinaria. La pianta vanta una lunga storia che merita qualche accenno.

LA LAVANDA DALL’ANTICHITA’ A OGGI

La più antica citazione di questo caratteristico e intenso profumo si trova nella Bibbia, dove si legge che la lavanda, assieme al mirto, serviva per profumare gli altari durante i riti sacri. I greci e romani ne facevano grande uso per profumare l’acqua del bagno (da cui il nome di “lavanda” che deriva appunto dal verbo latino “lavare”) ed anche per conciliare il sonno. Durante il Rinascimento, profumi all’essenza di lavanda erano molto richiesti da regine e nobildonne; i pittori fiamminghi, invece, se ne servivano per diluire i colori, mentre la nobiltà francese dell’Ottocento la usava anche quale componente del sapone da toilette.

La coltivazione di questa pianta ebbe però un notevole incremento solo nella prima metà del secolo scorso, soprattutto in Francia (la lavanda di Provenza è, tutt’oggi, portabandiera della profumeria francese), ma anche in Italia (notissima e pregiata quella del Col di Nava), in Spagna, Russia, Bulgaria.

Negli ultimi anni questa bella pianta aromatica è tornata fortunatamente di moda: l’essenza del suo fiore, da sempre simbolo di freschezza e di antica tradizione, si ritrova molto spesso in profumi, shampoo, sali da bagno, creme da barba e lozioni, acque e saponi da toilette, ma anche in prodotti per la casa e per la cucina, come detersivi, candele, spray per ambienti…

Le erboristerie mettono in vendita, insieme all’olio essenziale dai molti usi terapeutici, fiori essiccati sfusi (per pot-pourri) e, sacchettini profumati, tisane curative e mieli aromatici particolarmente puri (la lavanda è mellifera per eccellenza).

LA LAVANDA

Di questa pianta si conoscono ben 28 specie, che si presentano quasi tutte come piccoli cespugli aggrovigliati dal colore grigio-azzurro o violaceo, sulle pendici dei monti o in luoghi aridi, dove il terreno è brullo e quasi spoglio. Tuttavia, da tempo immemorabile, la più nota, ma anche la più autentica per il suo olio essenziale pregiatissimo è senza dubbio la Lavandula officinalis, appartenente alla famiglia delle Labiate e perciò parente stretta di altre note aromatiche dell’orto, quali la menta, l’origano, la salvia e il rosmarino.

DOVE POSIZIONARE LA LAVANDA

La lavanda è un piccolo arbusto ornamentale che può ben figurare in giardino e sul terrazzo, ma anche nei parchi e lungo i viali delle città. Ha foglie argentee ed eleganti e profumatissimi fiori violetti, raccolti in spighe che rimangono fiorite a lungo sugli steli. È un sempreverde molto rustico: cresce sui terreni poveri e calcarei, sopporta il clima secco, ma resiste bene anche alle basse temperature ed è quasi sempre immune da parassiti.

COLTIVARE LA LAVANDA

Le lavande coltivate non richiedono molte cure: si piantano a marzo in terreni ben drenati e un po’ sabbiosi, badando che crescano ben esposte al sole. Si annaffiano di rado e si concimano (poco!) prima della fioritura, se possibile con cenere di legna o letame ben maturo. Si potano a fine estate, per eliminare i rami secchi, e a marzo-aprile per stimolare i nuovi germogli. La raccolta va fatta a luglio, quando le spighe hanno la massima ricchezza aromatica e perciò le api smettono di frequentarle. Basta attendere una mattina di bel tempo, quindi scegliere gli steli recanti i fiori e tagliargli appena al di sopra delle foglie; infine appenderli, a mazzi, all’ombra, in luogo ventilato. Si sarà ottenuto il giusto punto di essiccazione quando gli steli, ripiegati, si spezzeranno di netto.

USI DELLA LAVANDA IN CASA

Si potranno utilizzare le spighe intere per preparare composizioni floreali, intrecci da sposa, ghirlande eccetera, e i fiori sgranati per confezionare sacchettini antitarme e profuma-biancheria, tisane, suffumigi, lozioni disinfettanti, balsamo per capelli, aceti aromatici eccetera.