Frigoriferi intelligenti che fanno la spesa per conto loro, ombrelli che controllano le previsioni meteo sul web e scarpe da ginnastica che ci permettono di monitorare la nostra attività fisica. Film di fantascienza ed esperti di tecnologia fantasticano da sempre su questo genere di automatismi che oggi, grazie al cosiddetto “Internet delle Cose”, sta diventando una realtà sempre più tangibile. L’ultima novità in questo senso parla di piante che comunicano col sistema di irrigazione nel momento stesso in cui avvertono la “sete”.

Jessica Rosati, 26enne studentessa di “Ingegneria Elettrica e dell’Informazione” presso il Politecnico di Bari, ha recentemente messo a punto un sistema che tiene sotto controllo l’ambiente intorno alle piantagioni (temperatura, umidità dell’aria e concentrazione d’acqua nel terreno) per poi far scattare una richiesta all’annaffiatoio, se questi valori arrivano ad un livello allarmante.

Il progetto sulle piante intelligenti proposto dalla laureanda per ottimizzare la gestione delle risorse idriche, è stata insignito dell’IBM PhD fellowship Award, che premia le ricerche studentesche internazionali più promettenti, in ambito tecnologico e scientifico. La Rosati ha vinto anche una borsa di studio di 20 mila dollari e la possibilità di frequentare per 6 mesi i prestigiosi laboratori IBM che si trovano nella città di Zurigo.

Nel frattempo, il fiero politecnico barese ha preso la palla al balzo per inserire nella sua offerta didattica l’argomento “Internet of Things”. Il primo dei seminari tecnico-sperimentali, fissato per la fine di Aprile, darà l’opportunità per gli studenti iscritti ai corsi di laurea magistrale in ingegneria Informatica, delle Telecomunicazioni e dell’Automazione, di apprendere, in modo pratico e diretto, quella che è la nuova frontiera per gli sviluppatori di applicazioni che intendono legare a doppio filo mondo elettronico e mondo reale.