Nel giardino zen, oltre alle pietre e all’acqua, elemento di fondamentale importanza sono le piante, che come i primi due rivestono un ruolo altamente simbolico.

Per la realizzazione di un giardino zen, in fase di progettazione,la scelta delle piante è dunque un momento molto importante (del “giardino di pietre” abbiamo invece parlato qui).

Queste vengono selezionate in base alle loro caratteristiche, alla forma e al significato: nel giardino zen si è soliti accostare  alberi a crescita lenta o di piccola statura, ad alberi a rapido sviluppo, dalla linea alta e slanciata e ancora  alberi maschili, ad alberi femminili; piante sempreverdi, piante da fiore e piante a foglia caduca. Nella cultura zen hanno infatti molta rilevanza sia il momento della fioritura che quello della caduta delle foglie.

Ecco dunque descritte le caratteristiche delle principali piante da inserire in un giardino zen:

Piante maschili: hanno forma slanciata, imponente e spigolosa e sono spesso presenti in numero esiguo all’interno del giardino, ma con esemplari di notevole dimensione. La tradizione vuole inoltre che all’ingresso di ogni giardino zen giapponese vi sia una pianta maschile con un ramo particolarmente allungato, sotto cui i visitatori sono invitati a passare, in segno di sottomissione, ma anche come forma di protezione. A tal scopo solitamente vengono utilizzati Pinus pentaphylla o Taxus, cui si tende a dare la tipica forma a palchi regolari.

Piante femminili: sono generalmente basse, esili e tondeggianti. Le piante da fiore sono tipicamente femminili e la loro è una presenza importante all’interno del giardino zen. Queste hanno infatti il duplice scopo di essere icona alla bellezza della natura in primavera e simbolo del faticoso percorso svolto dalla pianta per giungere ad una tale bellezza, seppur fragile e poco durevole. La più diffusa pianta da fiore è l’azalea (satzuki), regolata a richiamare forme morbide e rassicuranti. Piante come il Prunus mume e il cigliegio vengono invece mantenute a portamento esile e prostrato. Hanno poche branche e rami dalle forme contorte e spigolose, segno delle fatiche del tempo. La loro fioritura risulta così ancor più miracolosa, se comparata con l’apparente fragilità della pianta. Il periodo di fioritura dura solo poche settimane e riuscire a coglierne la completa evoluzione significa aver compreso a pieno la forza e la fragilità del mondo naturale. L’azalea è un arbusto fiorito a varietà sempreverde o caduca a seconda della specie. Presenta fusti sottili, semilegnosi e molto ramificati, che possono raggiungere i 40/80 cm di altezza. Le foglie si presentano di forma ovale ed allungata, ruvide al tatto e di colore verde scuro. I fiori sono riuniti in gruppi posti all’apice dei rami e presentano colorazioni vivaci che variano dal bianco, al rosa, al rosso. Il substrato è l’elemento che riveste maggiore importanza per il successo della coltivazione di azalee. Queste necessitano infatti di terreno tendenzialmente acido, con un ph ottimale che si aggira intorno al 5/5,5.

Piante a foglia caduca: L’acero è sicuramente la pianta a foglia caduca più amata in Giappone, soprattutto nella varietà Acer Palmatum (comunemente conosciuto come acero giapponese). Come per la fioritura primaverile dei ciliegi, nel giardino zen la caduta delle foglie dell’acero in autunno è un evento ricco di significato e sacralità. La pianta viene solitamente collocata nei pressi dell’abitazione, ma deve anche avere a disposizione un vasto spazio sottostante, necessario a contenere la caduta di tutte le foglie. Queste non verranno infatti raccolte fino che anche l’ultima non sarà caduta. L’acero è un albero a foglie caduche, dall’aspetto molto ornamentale. Presenta un fusto imponente e slanciato, che può raggiungere altezze importanti e caratterizzato da una crescita piuttosto rapida. La chioma è invece folta, ampia e rotondeggiante, formata da foglie a forma palmata o lobata, dai bordi arrotondati e con i margini dentati. Oggi esistono centinaia di varietà di Acer Palmatum, selezionate per la meravigliosa colorazione delle foglie, che possono virare dal porpora all’arancione, dal rosso al viola, dal verde chiaro al verde scuro, ma possono presentarsi anche variegate, striate e talvolta cambiano gradevolmente sfumatura prima di cadere in autunno. L’acero si adatta abbastanza bene ad a ogni clima e situazione, ma consigliabile è cercare di ricreare le condizioni tipiche del suo habitat d’origine, ovvero quello delle foreste dell’Asia centrale e meridionale, dove vivono al riparo di alberi più grandi e trovano un buon tasso di umidità, insolazione per poche ore al giorno e terreno non molto ricco.

Altre piante frequentemente utilizzate nel giardino zen giapponese sono:

Gingko Biloba: maestoso albero a foglia caduca, dalle caratteristiche foglie a forma di ventaglio, spaccate nel mezzo da un taglio che crea  due lobi; il loro colore è verde brillante, ma vira al giallo intenso durante l’autunno. Ha crescita rapida e con il tempo forma una chioma imponente, che può arrivare fino a 30 metri di altezza. Predilige terreni freschi e profondi, particolarmente ricchi di humus e un’esposizione soleggiata. Il Ginkgo biloba riesce tuttavia ad adattarsi a diverse condizioni, sviluppandosi comunque al meglio.

Bambù: pianta sempreverde, ornamentale, originaria del Giappone e spesso utilizzata nel giardino zen. Presenta fusti aliti fino a 20 metri, di forma cilindrica, robusti e flessibili al tempo stesso, con nodi che si intervallano a zone lisce, di colore verde chiaro. Le foglie sono allungate e lanceolate, estremamente sottili. Per il suo corretto sviluppo il bambu deve essere piantato in zone luminose del giardino, anche se è preferibile non esporlo direttamente ai raggi solari. Predilige climi caldo-umidi e teme le correnti d’aria.

Felce: pianta erbacea, sempreverde o semi sempreverde a seconda delle varietà. Vive bene in zone umide ed ombrose. Presenta un rizoma sotterraneo da cui si diparte un fusto erbaceo di media altezza (fino ad 1 metro) con foglie a lamina pennata o bipennata, attraversate da evidenti nervature, di colore verde intenso. Richiede un terreno soffice, ben drenato ed arricchito con torba e sabbia. Necessita inoltre una esposizione luminosa, ma ama l’ombra ed il fresco.

Erica: pianta arbustiva perenne, di varietà rustica, molto ben adattabile ed ornamentale. Presenta un fusto ramificato, con portamento cespuglioso. Le foglie sono piccole ed aghiformi, di colore verde tendente al ruggine. I fiori sono riuniti in infiorescenze a racemo o a spiga, di colore bianco o rosa. La fioritura avviene a temperature comprese tra i 7 ed i 15 gradi. Ama la luce indiretta del sole e predilige ambienti freschi e ben areati. Richiede un terreno soffice e ben drenato.