Se non si hanno esigenze particolari, ma si desidera vivacizzare gli ambienti di casa, le piante da interno resistenti sono quel che fanno il caso nostro. Si tratta infatti di piante da appartamento a bassa manutenzione, con poche esigenze e che possono vivere a lungo.

Scegliere piante da interno resistenti semplifica non poco la gestione del verde all’interno delle mura domestiche, non ci esonera però dalle cure di base: bisogna infatti ricordare che tutte le piante sono organismi viventi e pertanto necessitano di attenzioni costanti. I quattro punti fondamentali per garantire loro buona salute e lunga vita sono dunque:

  • innaffiatura: da effettuarsi possibilmente con acqua non calcarea e secondo le necessità della singola pianta;
  • pulitura: le piante con foglie medio-grandi necessitano di una periodica pulitura delle foglie. Su di esse (e in particolare sulla pagina inferiore) si concentrano infatti gli Stomi, apposite strutture adibite alla respirazione, che con il tempo la polvere ostruisce;
  • concimazione: nel vaso, le sostanze nutritive vengono dilavate a seguito delle continue innaffiature, vanno quindi sostituite tramite opportuna concimazione da diluire in acqua.
  • trapianto: l’operazione andrà eseguita ogni due/tre anni.

Ecco dunque alcune delle piante da interno più resistenti:

Tra le più semplici da coltivare troviamo sicuramente il Photos. Pianta rampicante che produce lunghi steli, il Photos è in grado di prosperare su qualsiasi sostegno, ma risulta ancor più ornamentale se impiegato come ricadente. Può crescere bene anche con poca luce, fattore che provocherà solo una diminuzione della variegatura delle sue foglie, mentre per quanto riguarda le irrigazioni, prima di procedere è necessario aspettare che il terreno sia ben asciutto, poiché la pianta mal sopporta i ristagni idrici. Il Photos è inoltre molto facile da riprodurre e in estate può essere trasferito all’esterno, in posizione ombreggiata.

Molto versatile in termini di esposizione, la Sansevieria è un’altra di quelle piante che non richiede particolari cure. Cresce bene sia in penombra, sia in condizioni di alta luminosità e può prosperare in qualsiasi tipo di terreno. Non ama però l’umidità ne’ i ristagni idrici, quindi dovrà essere irrigata con moderazione (il che per noi si trasforma in un vantaggio). In assoluto tra le piante più rustiche, se curata adeguatamente, la Sansevieria può vivere davvero a lungo.

Un’altra specie facile e decorativa è il cosiddetto falangio (o Chlorophytum). Si tratta infatti di una pianta piuttosto rustica, che vegeta bene in casa ed ha poche esigenze. In primavera può essere trasferita all’aperto e si moltiplica facilmente mediante l’interramento della piantine che si sviluppano sugli stoloni. Le sue belle foglie variegate sono in compenso molto decorative.

Ficus benjamina: in assoluto tra le piante più diffuse in appartamento, questa pianta non darà grande impegno, ammesso che non le manchi luce, acqua e aria ben ossigenata. In primavera è poi possibile scegliere se tenere il Ficus in casa, oppure trasferirlo all’aperto, in giardino o sul balcone, in posizione ombreggiata.

Felci: alcune specie sono davvero molto graziose e hanno il vantaggio di essere piuttosto resistenti. Poste in luoghi abbastanza luminosi e con umidità elevata daranno ottimi risultati.

Edera: una delle piante più resistenti e rustiche in assoluto. E’ un sempreverde in grado di adattarsi a ogni tipo di terreno; resiste bene a brevi periodi di siccità; non ha particolari esigenze in fatto di luce e ben si adatta alla coltivazione in vaso. Insomma, una pianta in grado di resistere anche al genitore più snaturato. Tali caratteristiche, unite alla capacità di depurare l’ambiente (efficace soprattutto nell’assorbire la formaldeide), fanno dell’edera la pianta ideale per tutti gli ambienti, ma anche per chi con le piante è alle prime armi. Le varietà a foglia screziata sono infine davvero graziose.

Aloe Vera (Aloe Barbadensis): una delle piante più resistenti al mondo. E’ una perenne succulenta, con fusto corto e foglie spesse e carnose, abili a immagazzinare l’acqua. La causa più comune di morte è infatti proprio dovuta all’eccesso di acqua, da somministrare solo una volta o due volte al mese (se coltivata in interni). La pianta inoltre non necessita di sottovasi, che potrebbero causare ristagni idrici. E’ invece da rinvasare ogni anno, poiché il suo importante apparato radicale richiede spazio per svilupparsi. Necessita di vasi larghi e profondi, con adeguati fori per il drenaggio.