Le carnivore sono piante di modeste dimensioni, spesso chiamate anche “piante insettivore” poiché necessitano di “cacciare” insetti per assicurarsi i nutrienti indispensabili. Al mondo esistono oltre 600 specie di piante carnivore, appartenenti a 7 famiglie e a 15 generi differenti, ma tutte accomunate dall’aver sviluppato appositi sistemi per catturare e sfruttare gli insetti; ed ecco spiegato perché sempre più persone, invece di ricorrere a insetticidi tossici, decidono di coltivare una di queste piante per tenere sotto controllo gli insetti che, inevitabilmente, con l’arrivo della bella stagione cercano di invaderci casa.

Alcune piante hanno sviluppato sistemi di caccia “attiva”, altre si limitano ad aspettare che gli insetti da cui ricavano il sostentamento (in particolar modo l’azoto)si posino su di esse, ma in ogni caso non sono assolutamente pericolose per alcun essere vivente delle dimensioni maggiori di un unghia. La loro presenza in casa non è quindi in alcun modo rischiosa, al contrario, ci difenderanno dalle odiatissime zanzare.

Tra le piante carnivore più indicate alla coltivazione in casa la Drosera capensis, la Dionaea muscipula, la Sarracenia purpurea e la Nepenthes. Si tratta tuttavia di piante non facilissime da coltivare e che richiedono parecchie attenzioni. In linea generale, le piante carnivore vanno in riposo vegetativo in inverno; periodo durante il quale vanno tenute in un ambiente umido, annaffiate una volta alla settimana e tenute pulite dalle foglie morte, così da non far sviluppare muffe. In primavera e in estate vanno poi sistemate in mezz’ombra, lontano dai raggi del sole, e annaffiate in modo da mantenere costantemente umido il terreno.

La Drosera capensis è la pianta insettivora più conosciuta. Si tratta di un’erbacea perenne rizomatosa, diffusa negli ambienti umidi delle zone temperate e tropicali. Può essere coltivate sia al sole che in posizioni parzialmente o totalmente ombreggiate, anche se nelle regioni calde è consigliabile prediligere quest’ultima sistemazione. La Drosera svolge un ruolo passivo nella cattura degli insetti, i quali rimangono incollati alla pianta grazie ai peli ghiandolari che secernono un liquido appiccicoso, per poi essere avvolti dagli stessi e inglobati dalla pianta.

La Dionaea muscipula, che non supera i 10 cm di altezza,  possiede invece foglie dal margine dentato grazie al quale cattura attivamente gli insetti. Le foglie contengono 3/4 setole sensitive e colorate che attraggono le prede e che, se sfiorate, fanno chiudere la fogli stessa, intrappolando l’insetto, quindi demolito e trasformato nel succo nutrizionale azotato di cui la pianta si nutre. Alla fine del processo la pianta riapre la sua trappola per ricominciare la caccia.

La Sarracenia purpurea è poi un’erbacea sempreverde senza fusto originaria dell’America Settentrionale. Tra le piante carnivore è la più facile da coltivare ed è anche molto decorativa. La Sarracenia cattura gli insetti attirandoli con un nettare narcotizzante che, stordendoli, li fa cadere all’interno dell’imbuto di cui è dotata la pianta. Una volta catturati, gli insetti cadono quindi in una sostanza liquida che li annega e la pianta può “digerirli”.

Anche la Nepenthes è originaria dell’America Settentrionale e oltre alla provenienza condivide con la Sarracenia metodi di cattura molto simili. La pianta è infatti provvista di strutture che fungono da trappola e di un meccanismo per attirare gli insetti e farli annegare.