Si sente spesso dire che tenere piante in camera da letto è nocivo per la salute, poiché di notte consumano ossigeno e producono anidride carbonica. Ebbene, si tratta di uno dei tanti miti da sfatare! Se ci si riflette, infatti, nessuno è mai morto per mancanza di ossigeno dormendo in un bosco, al contrario, chiunque abbia mai fatto campeggio sa che, nonostante i pochi comfort, al mattino ci si sveglia di buon umore, rigenerati e molto meno stressati rispetto a quando si è andati a dormire.

 Allo stesso modo, la quantità di ossigeno consumata da una pianta in camera da letto è assolutamente trascurabile, come anche quella di anidride carbonica emessa, di contro le piante svolgono importanti funzioni, come ridurre i livelli di stress nell’individuo, regolare il livello di umidità della stanza in cui dormiamo e rimuovere le sostanze nocive presenti nell’aria. Una o più piante possono dunque rendere l’ambiente in cui dormiamo più bello, intimo, rilassante e anche sano.

Se consideriamo poi che l’aria che respiriamo tra le mura domestiche può arrivare ad essere tre volte più nociva di quella che inaliamo per strada, che ben vengano le piante, anche e soprattutto in camera da letto, dove trascorriamo molte ore. Complice infatti l’uso di forni, cucina a gas, deodoranti e detersivi, i livelli di monossido di carbonio e altri gas dannosi per la salute registrati in un appartamento del centro città possono essere fino tre volte superiore ai limiti concessi dai governi per l’ambiente esterno.

Una soluzione economica e naturale per fare in modo che l’aria della nostra camera da letto sia pulita consiste dunque nel mettere qualche pianta. Anche i più diffidenti potranno probabilmente convincersi a farlo considerando quelle piante che emanano ossigeno durante la notte. Tra queste:

Sanseveria : sempreverde di incredibile bellezza, ha foglie lunghe, carnose e lucenti. Necessita di molta luce, ma non va annaffiata di frequente, durante il periodo invernale addirittura anche solo una volta al mese, a secondo della temperatura interna dell’appartamento. Non ama ambienti umidi, pertanto non va nebulizzata e non tollera le correnti d’aria. Dalle riconosciute proprietà purificanti, lavora di notte consumando anidride carbonica e producendo ossigeno (per questo è stata ribattezzata “pianta della camera da letto”). Combatte l’elettrosmog e purifica l’aria da formaldeide, xilene toluene e ammoniaca.

Orchidea Phalenopsis : Le Phalaenopsis si trovano a proprio agio con temperature minime di 16°C e una massima, durante il giorno, di 32°C. Hanno bisogno di molta luce, ma non devono ricevere direttamente la luce del sole, specialmente durante estate. Emettono ossigeno di notte e purificano l’aria da formaldeide,  xilene toluene e  ammoniaca.

Begonia: le begonie temono il pieno sole e preferiscono crescere in posizione semi-ombreggiata. Mantenere la terra umida con annaffiature regolari e abbondanti e aggiungere concime per bulbose o piante fiorite per sostenere la crescita e la fioritura. Emettono ossigeno di notte e purificano l’aria da  formaldeide,  xilene toluene e  ammoniaca.

Aloe Vera : Se la si usa come pianta ornamentale è meglio posizionare la pianta in modo tale che possa avere luce intensa. Necessita di una terra ricca, nutriente e leggermente acida. Se la si coltiva in vasi da interno è importante anche aggiungere fertilizzanti poco prima che inizi il periodo della crescita primaverile. In inverno di solito è sufficiente annaffiare una volta al mese, in primavera e in autunno due volte al mese e in estate una volta alla settimana. Emette ossigeno di notte e purifica l’aria da  formaldeide,  xilene toluene e  ammoniaca.

Ciclamino: ama la luce, ma non quella diretta. Va posizionato in zone fresche della casa e bisogna fare attenzione a non esporli a correnti d’aria. Durante il periodo invernale il ciclamino non ha bisogno di molta acqua, basta accertarsi che il terreno sia umido, mentre in estate ne necessiterà pochissima. Verso giugno saranno rimasti solo i blubi: questi andranno posti in una zona ombreggiata e al riparo dal sole. A settembre travasarli poi in un terriccio nuovo e annaffiare con regolarità.

Particolarmente adatte a purificare l’aria di casa sono anche l’Areca (Chrysalidocarpus lutscens) e il Potos (Epipremnum aureum). La prima è ribattezzata “pianta del soggiorno”, poiché pulisce l’aria durante le ore di luce; la seconda, invece, filtra l’aria, ripulendola dalla formaldeide (composto chimico che appartiene ai cosiddetti composti organici volatili, potenzialmente presente in molti luoghi di vita e di lavoro).

Sconsigliato è invece di collocare in camera da letto piante fiorite molto profumate, che potrebbero disturbare il sonno.