I lupini sono leguminose appartenenti alla famiglia botanica delle Fabaceae. In Italia, la specie più coltivata è il lupino bianco (Lupinus albus), che cresce rigoglioso in regioni quali Lazio, Puglia, Calabria e Campania. Si tratta tuttavia di una specie rinomata per la sua rusticità, in grado di resistere bene sia al gelo che al caldo e di adattarsi anche ai terreni più difficili e poveri. Se nelle regioni più calde viene quindi seminato in autunno, tra ottobre e dicembre, in zone con clima più rigido sarà sufficiente avviare la coltivazione in primavera, tra fine marzo e inizio aprile, posticipando la raccolta alla fine dell’estate.

In linea generale, i lupini prediligono terrenti con un pH leggermente acido, ma si adattano bene anche a quelli con una moderata alcalinità. Non tollerano invece terreni asfittici e soggetti a ristagni idrici. Prima di procedere alla semina, è quindi opportuno lavorare il terreno con una buona vangatura. Data la capacità azotofissatrice dei lupini, non sono invece necessari interventi di concimazione, né in pre-semina, né durante la crescita vegetativa.

Per quanto riguarda la semina, è sufficiente praticare piccoli forellini nel terreno e adagiare i semi (meglio due per buca) a circa 2 cm di profondità, mantenendo una distanza di 20 cm tra una pianta e l’altra e 30 tra le diverse file. Una volta avviata la coltivazione, i lupini non richiedono particolari cure, se non irrigazioni saltuarie in periodi di prolungata siccità. Si tratta infatti di piante dotate di radici a fittone, in grado di scendere in profondità anche nei terreni più duri e caratterizzate da un fusto robusto, che non necessita quindi di sostegni artificiali. Nessuna particolare criticità anche per quanto riguarda l’attacco di parassiti, mentre è importante ricordare che il lupino è soggetto a malattie fungine (che creano marciume radicale) se impiantato in terreni che non garantiscono un buon drenaggio delle acque.

Una volta avvenuta la raccolta (in genere verso giugno/luglio), i lupini devono quindi essere trattati prima del consumo, poiché contengono alcaloidi che, ad alte concentrazioni, risultano tossici per l’uomo. Essendo questi solubili in acqua, sarà tuttavia sufficiente procedere con numerosi lavaggi e ultimare la preparazione con una lessatura in abbondante acqua salata.