Il petrolio in mare è uno dei problemi più difficili da affrontare quando si tratta di inquinamento ambientale. Non è facile, infatti, far sì che il petrolio in mare sia eliminato, soprattutto perché i danni all’ecosistema sono già avvenuti quando questa sostanza si sversa in acqua. Gli scienziati di tutto il mondo cercano di trovare una soluzione efficace contro questo drammatico fenomeno e a quanto pare un sistema alquanto valido sarebbe stato messo a punto in Australia.

All’Università di Wollongong avrebbero infatti progettato e poi sviluppato un nanomateriale in grado di rendere magnetico il petrolio in mare. Una volta fatto questo sarebbe molto facile eliminarlo impiegando una calamita in grado di attrarlo via. Un metodo che di certo non evita lo sversamento di petrolio in mare (e relativi danni all’ambiente) ma che di certo consentirebbe di intervenire efficacemente a posteriori, in modo tale che i danni possano essere limitati.

Questo innovativo progetto è stato messo a punto dal dottore Yi Du, che per realizzarlo ha usato particelle di ossido di ferro in grado di andare a legarsi al petrolio e di farlo diventare così magnetico. Se il progetto dovesse andare avanti, questo sistema potrebbe essere implementato su navi capaci di solcare i mari e di purificarli così dalla presenza del petrolio in acqua.

Per il momento è tutto molto sperimentale ma i ricercatori australiani sperano che l’idea possa davvero diventare una realtà promettente. I prossimi test riguarderanno la sperimentazione in ambienti chiusi e solo successivamente si tenterà di provare in mare.