Il pet-coke è il prodotto che si ottiene dal processo di condensazione per piroscissione di residui petroliferi pesanti e oleosi fino ad ottenere un residuo di consistenza diversa, spugnosa o compatta (petroleum coke o pet coke). Nel processo di coking si realizza un craking termico spinto che dà origine, attraverso reazioni di piroscissione, a frazioni liquide e a coke, costituito per il 90-95% da carbonio. Il coke è costituito da idrocarburi aromatici policiclici ad alto peso molecolare e presenta un elevato tenore di carbonio e basso contenuto di ceneri.

I PRODUTTORI DI PET-COKE NEL MONDO
Il maggior produttore al mondo di pet-coke al 2005, secondo Nationmaster, società specializzata nella elaborazione di dati comparativi tra Paesi, sono gli Stati Uniti con 56 milioni di tonnellate prodotte all’anno, seguono i cinesi con 9 milioni e il Canada con 4. In Europa il massimo produttore è la Germania con 2 milioni di tonnellate seguita dalla Gran Bretagna con 1,8 milioni. Al terzo posto, con un milione di tonnellate prodotte, la Spagna.
Secondo il 7° rapporto “The economics Petroleum Coke” della Roskill, società internazionale specializzata nell’analisi di dati relativi ai comparti energetici ed estrattivi, l’uso del pet-coke è destinato ad aumentare. Al 2007 la produzione mondiale si era attestata a 82,5 milioni di tonnellate. Forti incrementi erano attesi dall’aumento della produzione del pet-coke, destinato anche all’esportazione, di Canada e Venezuela.

IL PET-COKE: COMBUSTIBILE O NO?
Il pet-coke negli Stati Uniti è tra i combustibili ammessi dalla National Energy Technology Laboratory (NETL), l’agenzia del DOE, il Dipartimento ambientale statunitense, che si occupa di sviluppo delle fonti energetiche e di protezione dell’ambiente. L’agenzia, nel sottolineare come questo combustibile sia largamente usato nelle raffinerie statunitensi, ne evidenzia il vantaggio derivante dall’uso diretto nello stesso luogo di produzione, evitando quindi i rischi connessi al trasporto di materiale potenzialmente pericoloso.
In India, la Indian Oil, il gruppo che con 10 stabilimenti nel Paese raffina 65,7 milioni di tonnellate all’anno di petrolio, ha deciso di utilizzare il pet-coke come combustibile e stima che la domanda interna attuale di pet-coke sia di 8 milioni di tonnellate.

UN GIRO D’AFFARI IMPRESSIONANTE
Nel forum internazionale sul pet-coke che si è tenuta nell’ottobre del 2011 a Dalian in Cina, il vice presidente della ZhenjianG Coking and Gas Group, Shixiang ha confermato l’aumento delle importazioni di pet-coke statunitense da parte della Cina. Nel 2011 gli impianti cinesi hanno bruciato pet-coke americano per 1,7 milioni di tonnellate, 600 mila sono state quelle invece importate Canada e Taiwan, con un incremento complessivo del 30% rispetto all’anno precedente. Nel 2011 la Cina ha esportato per la prima volta il pet-coke prodotto dalle sue raffinerie in Sud Africa, Paese che si aggiunge ai 25 (10 in più rispetto al 2010) che lo scorso hanno hanno acquistato la produzione di pet-coke cinese.