Chi tende a preoccuparsi delle cose, su un aspetto almeno dovrebbe restar sereno: a quanto pare questa tendenza vorrebbe dire che si è persone più intelligenti. Ebbene sì, secondo un documento che sarà pubblicato dalla rivista Personality and Individual Differences, preoccuparsi delle cose sarebbe il segno di un certo tipo di intelligenza.

Come mai questa correlazione? Stando allo studio effettuato dal team di ricercatori della Lakehead University dell’Ontario e guidato da Alexander Penny, le persone più intelligenti a livello verbale sarebbero in gradi di prendere in considerazione eventi sia passati sia futuri in maggior dettaglio: ciò condurre quindi ad un grado di preoccupazione e di riflessione più intenso. Cosa che non avverrebbe, al contrario, nelle persone con maggiore intelligenza non verbale.

Le persone più intelligenti a livello verbale sarebbero dunque tormentate dalla memoria che conservano a proposito di ogni dettaglio mentre coloro che utilizzano segnali non verbali sono al contrario in grado di raccogliere più informazioni sul momento, senza bisogno di dover rielaborare e ripensare di continuo, nel corso della giornata, e dunque di preoccuparsi maggiormente.

Lo studio condotto dal team di Alexander Penny non è certamente il primo di questo tipo ad aver trovato una certa correlazione tra intelligenza e ansia ma è sicuramente uno dei primi ad aver trovato una correlazione tra preoccupazione e intelligenza verbale. Quest’ultima si concretizza nell’abilità di giostrare le lettere dell’alfabeto, nell’abilità lessicale oppure nell’esposizione orale e nella comprensione di messaggi vocali.