Abbiamo visto nei precedenti articoli che un eccesso alimentare a cena procura anche un aumento di omocisteina e di colesterolo, due fattori di rischio che si sommano all’ipertensione arteriosa nel causare malattie cardiovascolari. Vediamo allora come funzionano l’omocisteina ed il colesterolo.

OMOCISTEINA

L’omocisteina si forma all’interno dell’organismo umano e deriva dalla metionina, un aminoacido essenziale introdotto con l’alimentazione. Una volta formatisi deve essere prontamente trasformata in cisteina, un nuovo aminoacido non essenziale attraverso una catena di reazioni metaboliche, che si effettuano sotto il controllo biochimico di 3 vitamine idrosolubili: B6, B12, acido folico. Quando le 3 vitamine non sono assunte in dosi raccomandate con l’alimentazione giornaliera scatta la condizione biochimica favorente l’accumulo di omocisteina nel sangue, che porta nel tempo ad un’aggressione contro le pareti delle arterie con conseguenti stenosi (restringimento del loro diametro). Tale riduzione del calibro vascolare arterioso consegue un aumento della pressione arteriosa, ipertrofia ventricolare sinistra e patologia vascolare diffusa su organi vitali, cervello in particolare che su tutto l’organismo.

IL COLESTEROLO VIEN DI NOTTE

L’abbondante alimentazione della cena procura un brusco aumento della glicemia, con conseguente aumento della secrezione dell’insulina. Un elevato livello di insulina raggiunto dopo cena, nella tarda serata, stimola l’enzima HMG-CoA-reduttasi che innesca la produzione di colesterolo endogeno nel fegato.

Si chiama colesterolo endogeno perché è prodotto direttamente all’interno dell’organismo umano, rispetto al colesterolo esogeno introdotto già formato con gli alimenti. La quantità di colesterolo endogeno prodotta ogni notte è di circa 2,5 g, mentre la quantità di colesterolo introdotta per via alimentare è di circa 300 mg! Spesso l’attenzione viene concentrata solo sul colesterolo introdotto con i cibi, ma dalle cifre appena citate si capisce che si tratta di una dose davvero limitata rispetto alla quantità di colesterolo endogeno prodotta nel fegato.

Il colesterolo vien di notte perché il corpo umano non produce verso le 2.00 di ogni notte. Più alta è la glicemia post-prandiale, e più è alta la stimolazione a produrre colesterolo endogeno nel fegato. Certo la produzione di colesterolo endogeno è geneticamente programmata da individuo a individuo, ma la sua quantità globale e dipendente dalla presenza di insulina nella notte. Mangiare molto cibo a cena fa aumentare la produzione di colesterolo, che la sua presenza nel sangue e in tutto l’organismo. Sta qui la principale causa del vistoso incremento del colesterolo nel sangue degli italiani… Quando una persona mangia davvero male può arrivare ad introdurre poco più di 300 mg di colesterolo al giorno!

Con la riduzione del cibo, in particolare degli alimenti ricchi di carboidrati (pane, pasta, riso, cereali, dolci…) a cena si ottiene il pieno controllo della glicemia e della conseguente secrezione di insulina con il risultato finale di abbassare la produzione epatica di colesterolo.