Non fatevi abbagliare, questo non è un articolo “qualunquista”. Anzi. Che in Cina si mangino i cani, non è una leggenda metropolitana, e non è neanche un brutto modo per fare pubblicità negativa ai cinesi. Secondo la medicina tradizionale cinese, infatti, molti rimedi per le malattie croniche vengono preparati con dei cibi di origine animale. In particolare, per curare l’artrite, i rimedi tradizionali e popolari prevedono di consumare la carne o le ossa (preferibilmente la stessa parte del corpo che duole all’uomo) di animali selvatici. Il miglior rimedio, infatti, sarebbe la tigre.

Ma si sa che la tigre è un animale protetto, e per di più non è proprio semplice da cacciare o da reperire come lo è un pollo…

E quindi ecco che uno degli animali considerati terapeutici per le ossa e i problemi di artrite è proprio il cane. Più facilmente reperibile (ahimé, i cani randagi in cina abbondano), la sua carne viene preparata in brodi e stufati che si crede facciano bene alle ossa umane e le liberino dall’infiammazione e dai dolori.

Che si tratti di un’usanza che nell’occidente viene considerata barbara e incivile non v’è dubbio, e non è dato sapere se vi sia un fondo di verità. Di certo c’è che il consumo della carne di cane dovrebbe far riflettere tutti su un punto: è più deprecabile uccidere un animale domestico come il cane a scopo curativo o uccidere una mucca per il puro piacere di mangiare la sua carne?

A voi la risposta al dilemma. Io non mangio né l’una né l’altra. Ci sono sempre delle alternative vegetali. Ma, in questo, oriente e occidente sono perfettamente uguali.