La passiflora appartiene alla famiglia delle Passifloraceae, che contiene oltre 400 diverse varietà di fiori, di un’incredibile bellezza. E’ infatti un’apprezzata pianta ornamentale rampicante, originaria delle zone tropicali e subtropicali del centro e del sud America. Il fusto, abbondantemente ramificato, si presenta sottile, verde nei giovani esemplari e ricoperto da corteccia in quelli maturi. Le foglie sono alterne e hanno forma, dimensioni e consistenza molto diverse a seconda della specie. I fiori, bellissimi e solitari, sono normalmente ermafroditi, hanno tre brattee di forma varia, calice più o meno allungato con 5 sepali e una corona di filamenti. I frutti si presentano invece come bacche ovoidali o allungate e variamente colorate a seconda delle specie, all’interno delle quali si trova una polpa gelatinosa contenente piccoli semi di colore scuro, coriacei e rugosi.

Nota sin dai tempi antichi per le sue proprietà calmanti e sedative, le varietà di passiflora maggiormente utilizzate in erboristeria sono la passiflora caerulea e quella incarnata, introdotte in Europa nel 1610 dal missionario Emmanuel de Villegas, di rientro dal Messico. Egli era infatti rimasto colpito dallo straordinario fiore di questa pianta, che associava alla passione e la crocifissione di Cristo: vedeva nella corona di filamenti colorati che circonda l’ovario la corona di spine; nei 5 stami le 5 ferite di Gesù; nei 3 stigmi i 3 chiodi; nei 5 petali ed i 5 sepali gli apostoli rimasti fedeli a Gesù; nell’androginoforo la colonna della flagellazione e nei viticci i flagelli. Da qui il nome del frutto che gli indigeni chiamavano granadilla, conosciuto in Europa come “frutto della passione”.

 A scopo erboristico, in piena estate si raccolgono le foglie ed i rami più giovani della pianta, ma non devono essere sottovalutate nemmeno le proprietà dei suoi frutti, ricchi di vitamina C e con un elevato potere rinfrescante.

Passiflora: proprietà

Grazie alla sua azione calmante, la passiflora costituisce uno dei rimedi fitoterapici più utilizzati per i disturbi della sfera nervosa. In particolare, le foglie e le parti aeree di questa pianta (steli, fiori e frutti) contengono alcaloidi, fitosteroli, acidi fenoli, flavonoidi, cumarine, eterosidi, ciano genici e tracce di olio essenziale.

I flavonoidi, nello specifico, agiscono sul sistema nervoso centrale, soprattutto a livello della zona del midollo spinale, adibito al controllo dei movimenti e dei centri del sonno. Le proprietà della pianta sono quindi essenzialmente sedative e ansiolitiche: un rimedio estremamente efficace nel combattere l’insonnia, ma molto utile anche in caso di stress, ansia e senso di angoscia; nelle forme di nevrosi isterica, fobica, ossessiva e post traumatica e nei disturbi della menopausa, come nervosismo, irritabilità, depressione, tachicardia, dispnea e vampate di calore.

Gli alcaloidi armanici esercitano inoltre un’azione antispasmodica, rilassando il tessuto muscolare liscio dell’utero, dell’apparato gastrointestinale e bronchiale. L’assunzione della passiflora è quindi indicata in caso di dolori mestruali, crampi causati dalla sindrome dell’intestino irritabile di origine nervosa, tosse e in tutte le forme dolorifiche caratterizzate da spasmi.

I preparati erboristici a base di passiflora risultano inoltre ad azione rapida, rendendo il rimedio molto apprezzato ed efficace. Insieme a melissa, tiglio e valeriana, la passiflora è infatti considerata l’erba del relax per eccellenza. In erboristeria è possibile acquistare gli estratti secchi di passiflora necessari alla preparazione delle tisane, oppure la si può trovare sotto forma di tintura e di compresse.

Controindicazioni

I prodotti a base di passiflora non devono essere assunti da soggetti ipersensibili o allergici, poiché possono causare shock anafilattici anche gravi. Tra gli effetti collaterali più frequenti, si annoverano tuttavia nausea, vomito e vertigini, mentre in casi di estremo sovradosaggio, anziché agire come calmante si registrano tachicardia, ipereccitazione e allucinazioni. L’assunzione di passiflora è poi incompatibile con trattamenti a base di benzodiazepine, antidepressivi, psicofarmaci in generale e sonniferi. A causa del suo potenziale effetto ossitocinico, dovuto alla presenza di armaline, può inoltre provocare contrazioni uterine, quindi se ne sconsiglia l’assunzione alle gestanti. Sarebbe infine consigliabile di non assumere passiflora qualora ci si debba mettere alla guida o svolgere lavori in cui la prontezza di riflessi è essenziale. In generale, è sempre meglio consultare il proprio medico curante prima di autoprescriversi questo tipo di rimedio.