Sempre più persone stanno scegliendo per questa Pasqua un menu vegetariano, rinunciando a capretto e agnello. E’ una buona notizia, che forse lascia la speranza che le cose stiano cambiando poco a poco. Eppure, qualche giorno fa, ho scoperto su Blog News un articolo che contiene un video agghiacciante, che purtroppo mostra in pieno la sconvolgente realtà che nessuno vede: si tratta di una macchina che – a seconda di varie fonti – sarebbe in uso negli stabilimenti industriali della carne, ed in particolare di quella del pollame. Gli animali vengono caricati vivi su un nastro trasportatore che alimenta la macchina, e vengono gettati – sempre vivi – in uno sminuzzatore che ne fa macinato per burger di pollo e altri preparati pronti a base di carne di pollo. Nel video si sentono le urla degli animali che finiscono dentro questo marchingegno inumano. Non metterò qui quel video: potete guardarlo qui, e leggere l’articolo che lo accompagna.

La tristezza di quella che per moltissimi animali è la quotidianità, una quotidianità che prevede per loro una morte atroce e piena di sofferenza, senza possibilità di salvezza o appello, è quella del dover scegliere qual’è la morte meno atroce che l’uomo riserva quotidianamente agli animali. In qualunque caso, l’uomo dispensa morte. E’ giusto appellarsi per la grazia degli agnelli e dei capretti massacrati nel nome di una tradizione, ma non andrebbero dimenticati tutti quegli animali che ogni giorno muoiono – comunque – in questi modi tremendi. A quanto pare dispensar loro una morte meno sofferta costa troppi quattrini a qchi vende la loro carne a prezzi stracciati…

Mi fermo qui, e vi lascio riflettere riportandovi un piccolo passo di Lev Tolstoj (1828-1910), che ben riassume una mentalità ancora tipica dei giorni nostri:

Eppure guardate la delicata e sensibile signora che mangia i cadaveri di questi animali nella piena sicurezza del suo diritto, affermando nello stesso tempo due proposizioni contraddittorie.

La prima, ch’ella è così delicata, secondo la conferma del suo medico, da non potersi sostenere con l’esclusivo alimento vegetale e d’aver bisogno della carne per il suo debole organismo. Seconda, che è così sensibile da essere incapace non solo di infliggere sofferenze agli animali, ma anche di sopportarne la vista.

La realtà è che la povera signora è debole proprio perché è stata abituata a vivere di un nutrimento innaturale all’uomo; ed essa non può non causare sofferenze agli animali perché essa li mangia“.

Vorrei augurare a tutti una buona Pasqua di pace, pace nei confronti tutti gli esseri viventi… se li amate, non mangiateli.