L’Italia è ancora il primo paese in Europa per i parti cesarei: secondo quanto emerso dal report dell’Istat sulla ”Gravidanza, parto e allattamento al seno” nel Bel Paese, durante il 2013, sono circa il 36,3% le donne che sono ricorse al taglio cesareo per partorire.

Questo secondo quanto emerso dalle schede di dimissione ospedaliera del Ministero della salute e che va a superare di circa dieci punti la media dell’Unione Europea – pari al 27% circa – nonché oltre il doppio della percentuale raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). A ricorrere a questo metodo sono particolarmente le donne nel Mezzogiorno, con il 45,2%, dove il 62,2% sono programmati, e si vanno a concentrare specialmente in Campania – con il 56,6% -, Sicilia (42,5%), Puglia (41,7%) e infine Lazio (39%).

Sempre secondo il report – che fa riferimento a 2,7 milioni di donne di cui il 18,2% non italiane –  sarebbe in continuo aumento anche l’età media della donna che partorisce che dai 30,6 anni del 2000 sarebbe passata ai 32 anni del 2013. In aumento anche il numero di donne che nel 2013 si sottopongono alla prima visita entro il secondo mese di gestazione, pari a 2 donne su 3, mentre il 94,3% l’avrebbe effettuata entro il terzo mese. Sempre nel 2013  il 72,7% delle donne avrebbe avuto un parto spontaneo ma non del tutto naturale, questo perché il 32% avrebbe subito la rottura artificiale delle acque, l’episiotomia per il 34,7%, seguito poi dal monitoraggio cardiaco fetale continuo (45,2%), le pressioni sul ventre durante il parto come la manovra di Kristeller, (22,3%) e la somministrazione di ossitocina per il 22,3% delle donne.

Allattamento al seno e fumo in gravidanza

Ma i dati del rapporto aumentano anche quando si parla di allattamento perché rispetto al 2005 le donne che allattano al seno sono aumentate dall’81,1% all’85,5% con un periodo che, dai 6,2 mesi del 2000, è aumentato fino agli 8,2 mesi del 2013. In questo caso è stata registrata la percentuale più alta nella Provincia autonoma di Trento e nel Nord mentre si noterebbe anche la differenza tra le mamme italiane e le mamme straniere che allattano al seno: le prime sarebbero pari all’84,6% con una durata di 8,1 mesi in media, mentre le donne straniere sarebbero pari all’89,4% con una durata mediamente di 9,,2 mesi.

Tra gli ulteriori dati positivi ci sarebbe una maggiore consapevolezza dei danni del fumo durante la gravidanza e secondo i dati riportati, nel 2013 circa il 20,5% sono le donne che, hanno avuto i figli negli anni precedenti l’intervista e che avevano l’abitudine di fumare prima della gravidanza e il 70,5% avrebbe sospeso l’utilizzo durante la gestazione, mentre il 22,9% avrebbe diminuito l’assunzione e solo il 3% ha continuato come d’abitudine.

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