La parodontite è un’infiammazione dei tessuti parodontali. La sua conseguenza principale è che si verifica una perdita dell’attacco dei denti che può condurre anche alla caduta degli stessi. Se diagnostica e curata tempestivamente, la parodontite è facilmente regredibile mentre se non colta in tempo, le possibilità di recupero si fanno più difficili e occorre sottoporsi a terapie molto più complesse e che comunque portano ad un recupero soltanto parziale.

Parodontite: le probabili cause

Questa malattia tende a presentarsi quando si sono superati i 35 anni di età. È molto simile alla gengivite ma a dispetto di quest’ultima può portare la presenza di microrganismi specifici nella placca. La parodontite può essere favorita da un difetto di occlusione ma vi sono anche altre patologie che possono portare al suo sviluppo. Fra le patologie più comuni che sono in grado di scatenarla, vi sono il diabete mellito di tipo 1, la sindrome di Down, il morbo di Crohn, la sindrome del leucocita pigro oppure l’ipofosfatasia.

La parodontite può essere poi causata da una errata o scarsa igiene orale, che porta all’accumulo di batteri ma può essere anche una patologia che presenta carattere ereditario.

Parodontite: i sintomi

I sintomi della parodontite possono sintetizzarsi soprattutto nella comparsa di:

  • tasche gengivali
  • sanguinamento delle gengive
  • perdita di uno o più denti
  • dolore
  • dolore e fastidio durante la masticazione

Parodontite: come si cura

La rapidità della diagnosi è fondamentale quando si tratta di questa malattia. Diagnosticarla in ritardo comporta infatti cure più lunghe e pesanti ma soprattutto un recupero solo parziale della situazione normale. La prima fase del trattamento dovrebbe incentrarsi sul recupero di una corretta igiene orale e nell’ablazione del tartaro. Dopo circa tre mesi si può procedere con una nuova valutazione della situazione ed eventualmente prescrivere degli antibiotici (solo il medico può fornire una corretta valutazione e dare i farmaci appositi).

Qualora l’odontoiatra dovesse reputarlo necessario, si può procedere anche con la rimozione della tasca e con la rimodulazione dell’osso. Quando la parodontite viene diagnosticata in ritardo, potrebbe essere necessaria una rigenerazione ossea, che comunque potrebbe non essere del tutto risolutiva. Per questo motivo, quando si hanno i primi sospetti che qualcosa non vada, occorre rivolgersi immediatamente ad un odontoiatra.

Parodontite: rimedi naturali

Gli effetti della parodontite possono essere leniti utilizzando alcuni rimedi naturali. Fra i più efficaci si possono provare:

  • integratori alimentari di zinco, che fortificano il sistema immunitario
  • assunzione di vitamina C, che aiuta a rallentare la velocità con cui si espande la placca
  • aloe vera, da applicare sulle gengive infiammate
  • olio di eucalipto diluito in olio d’oliva per sedare il dolore avvertito sulle gengive (in alternativa all’olio di eucalipto si può utilizzare l’olio di chiodi di garofano)
  • bere tisane preparate con fiore di calendula oppure foglie di salvia, utili per attenuare l’infiammazione