Sono state depositate le motivazioni della sentenza che ha permesso a Roberto Romeo di ottenere un risarcimento per aver utilizzato troppo il cellulare per motivi di lavoro e a causa di questo aver perso l’udito dall’orecchio destro. L’uomo, di cinquantasette anni, si era rivolto al tribunale di Ivrea affinché venisse riconosciuto il legame tra l’uso improprio che per 15 anni aveva fatto del cellulare e la comparsa di un tumore al cervello che ha poi costretto i medici ad asportare il nervo acustico.

I giudici del tribunale di Ivrea hanno riconosciuto il nesso causale lo scorso 30 marzo, condannando così l’Inail a risarcire l’uomo. E oggi sono finalmente state rese note le motivazioni della sentenza, in cui è possibile leggere un aspetto che forse fino a questo momento non era mai stato messo così in risalto e che lascia alquanto sbalorditi.

Secondo le motivazioni della sentenza, infatti, l’utilizzo prolungato del cellulare senza alcun tipo di protezione, causerebbe conseguenze – in termini di rischio di sviluppare malattie oncologiche – assai simili a quelle provate dai sopravvissuti alla bomba atomica di Hiroshima e Nagasaki. In base ai dati forniti, il rischio oncologico per i sopravvissuti ad un’esplosione atomica è di 1,39 per tutti i tipi di tumori mentre per chi fa un uso massiccio del telefono cellulare senza alcuna protezione, il rischio è di 1,44 (dati Interphone). Da qui la decisione di riconoscere all’uomo una rendita vitalizia a causa della malattia professionale contratta.