Per me una vacanza non è tale se non ci sono natura, lunghe passeggiate all’aria aperta ed esplorazione. Così, non potevo mancare di approfittare di qualche giorno di vacanza a casa di un’amica emiliana per una piccola escursione naturalistica tra le bellezze naturali del Parco Fluviale dello Stirone, che si snoda lungo le province di Parma e Piacenza, attraversando i comuni di Fidenza, Salsomaggiore Terme, Alseno e Vernasca. Questo parco, poco conosciuto – e per questo ancora ottimamente preservato – ha un’estensione di circa 2000 acri, e segue il corso del torrente Stirone.

Il panorama che si può vedere è di quelli da fiaba: le colline che precedono gli Appennini incorniciano la campagna coltivata, che termina con un bosco poco esteso, a protezione del letto del fiume, interamente scavato in un piccolo canyon. Gli strati rocciosi del canyon non solo lasciano distinguere le diverse ere geologiche che si sono susseguite nel corso dello scavamento dell’alveo fluviale, ma l’intera area è disseminata di reperti fossili dell’Era Terziaria e Quaternaria, che vengono alla luce man mano l’acqua scava la roccia nel corso degli anni.

Il parco offre più di 17 km di sentieri e di percorsi che seguono il corso del fiume e portano a scoprire i suoi canyon e i tesori naturali che vi si nascondono: noi ci siamo avventurate sul percorso di San Nicomede, una piccola frazione vicino Fidenza, dalla cui suggestiva chiesetta (dove sono conservate le reliquie del santo) parte il sentiero che si addentra nel parco. Il paesaggio invernale non toglie nulla alla bellezza di questo luogo: i pioppi neri, le roverelle, i sambuchi e i sanguinelli, sebbe spogli, offrono una cornice selvatica e poetica al cammino. Il sentiero a volte affiora in qualche radura erbosa, e lascia intravedere squarci suggestivi del canyon e dell’acqua del fiume sottostante, la cui acqua ha una colorazione smeraldina e turchese che risalta a seconda delle rocce che attraversa.

Sebbene l’inverno conferisca un fascino tutto particolare a questo sentiero nel parco, la nostra gitarella improvvisata si è dovuta interrompere quando il sole e cominciato a tramontare dietro gli alberi, inducendoci a tornare indietro. Ma la bellezza del percorso vale sicuramente la pena tornare a primavera o in estate. Il parco, nei mesi estivi, è anche un sito perfetto per osservare alcune specie di uccelli nel loro ambiente naturale, come il Gruccione, un uccello migratore dal piumaggio variopinto.

Nella foto sopra potete vedere uno dei tanti incantevoli scorci del panorama del parco. E voi? Avete piccoli angoli nascosti di paradiso da segnalare?