I parassiti intestinali sono più diffusi di quanto si possa pensare e sono la conseguenza diretta di una serie infinita di disturbi che possono andare ad interessare l’organismo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che siano tre miliardi di persone al mondo a combattere contro di essi: i parassiti intestinali si trovano a qualsiasi livello di popolazione, senza distinzione alcuna, anche se le condizioni igieniche di taluni Paesi ne agevolano la presenza e la diffusione.

Parassiti intestinali: le possibili cause

La presenza dei parassiti intestinali può essere agevolata da tutta una serie di cause. Essi possono accedere e diffondersi all’interno dell’organismo quando, ad esempio, ne vengono ingerite le uova (presenti in carni crude oppure poco cotte), quando si ha un contatto diretto con animali su cui essi sono presenti, quando si visitano zone in cui vi è scarsa attenzione alle condizioni igienico-sanitarie, quando il proprio sistema immunitario è debole e quindi più facilmente attaccabile.

C’è da dire poi che i parassiti intestinali possono essere di diverse specie e che sapere esattamente quale di questi ha attaccato l’organismo può essere molto utile per capire che tipo di trattamento vada eseguito per la guarigione. Fra i parassiti intestinali più diffusi vi sono i Nematoidi (anchilostomi, ascaridi e ossiuri) ma anche Cestodi (botriocefali e le tenie, quest’ultime anche note come vermi solitari).

Parassiti intestinali: i sintomi

Quando i parassiti intestinali sono presenti all’interno dell’organismo, possono cause tanti fastidi – più o meno importanti – e portare a conseguenze con diverso grado di gravità. Fra le conseguenze principali possono esservi il mancato assorbimento dei cibi, infezioni, occlusioni intestinali, infiammazioni.

Fra i principali sintomi che dovrebbero far scattare il campanello di allarme e che dovrebbero condurre a degli accertamenti vi sono:

  • perdita di appetito
  • mal di stomaco
  • stipsi o diarrea
  • cali di peso sospetti
  • eruzioni cutanee
  • ansia
  • fatica e/o stanchezza
  • nausea e/o vomito
  • sangue nelle feci
  • numerose infezioni che si susseguono in modo sospetto

Parassiti intestinali: i consigli da seguire

Per evitare di incorrere in fastidiosi problemi, esistono alcune regole di buona condotta da seguire scrupolosamente per porre a riparo la propria salute. Bisognerebbe sempre ricordarsi, ad esempio, di evitare di mangiare carne e pesce crudi o poco cotti, di lavarsi spesso le mani, di lavare bene frutta e verdura e di bere soltanto acqua in bottiglia. Si tratta di norme primarie da rispettare in ogni caso e a maggior ragione se ci si trova in un Paese in cui le condizioni igienico-sanitarie sono scarsamente o insufficientemente seguite.

Parassiti intestinali: i rimedi naturali

I parassiti intestinali vanno efficacemente combattuti rivolgendosi ad un medico, l’unico in grado di poter prescrivere la giusta cura farmacologica da seguire. Vi sono tuttavia alcuni rimedi naturali che si possono provare e che dovrebbero essere di aiuto per sedare gli effetti scatenati dal problema. Fra i più efficaci sono da provare:

  • tagliare a fette sottili uno spicchio di aglio e aggiungerlo in un bicchiere di latte che sarà poi fatto bollire. Dopo aver fatto riposare il tutto per una notte, la mattina la miscela va filtrata e bevuta mezz’ora prima di colazione (l’aglio è considerato infatti un antibiotico naturale);
  • creare della polvere da assumere, macinando dieci parti di semi di lino e una parte di chiodi di garofano (per purificare l’intestino);
  • far bollire un bicchiere di acqua con dentro 50 grammi di semi di zucca e berne mezzo bicchiere al giorno per almeno tre giorni;
  • assumere estratti di semi di pompelmo, in grado di bloccare o inibire la presenza dei batteri;
  • mangiare aglio, cipolle e porri;
  • utilizzare cannella, curry oppure anice (che posseggono tutti proprietà vermifughe).