Il paracetamolo è uno degli antidolorifici più conosciuti, tant’è che nel nostro Paese è uno dei più utilizzati. Uno studio dell’Università di Edimburgo avrebbe però scoperto che questo farmaco, se assunto dalle donne in gravidanza, potrebbe comportare dei rischi non indifferenti per il feto, soprattutto se quest’ultimo è di sesso maschile.

Il paracetamolo assunto dalle donne che aspettano un bambino maschio comporterebbe infatti un aumento delle percentuali del rischio futuro, per il bambino, di sviluppare patologie oncologiche oppure di soffrire di infertilità. Lo studio è stato condotto su alcuni topi da laboratorio e avrebbe dimostrato, come spiegato dagli stessi ricercatori, che un uso prolungato del paracetamolo in gravidanza potrebbe comportare l’aumento del rischio di disordini riproduttivi nei bambini maschi. Gli studiosi hanno poi consigliato a tutte le donne che sono in fase di gestazione, di seguire quelle che sono le attuali indicazioni circa l’assunzione del paracetamolo ma soprattutto di prenderlo in dose più bassa e per il più breve tempo possibile.

Paracetamolo in gravidanza: cautele sui risultati

Non si tratta della prima volta che il paracetamolo finisce sul banco degli imputati. Ad ogni modo però, come spiega il farmacologo dell’Istituto Mario negri, Antonio Clavenna sul Corriere.it: “I risultati dello studio pubblicato su Science Translational Medicine reportssembrano confermare quanto osservato in precedenza in studi sia “in vitro. Occorre, però, considerare che si tratta di uno studio condotto in topi a cui era stato trapiantato del tessuto testicolare umano. È perciò necessaria cautela nel trasferire i risultati sull’uomo“.
Sembra che l’aspetto più importante da seguire – e che deve essere seguito per qualsiasi farmaco – sia quello di evitare di abusarne. Ricorrere al paracetamolo per un semplice mal di testa non sarebbe infatti un comportamento corretto. Come ricorda poi anche un ricercatore dell’Università di Oxford, Andrew Moore: “La dose massima infatti nelle 24 ore è di 4 grammi, perché superare i 5 grammi può causare alcune gravi complicazioni al fegato“.