Il papilloma è un virus che si contrae attraverso il contatto delle mucose genitali e che, se trascurato, può causare il tumore al collo dell’utero. Le cellule neoplastiche che nascono dall’infezione attecchiscono sulla cervice, dando origine a un tumore maligno. Il virus ha dalla sua la totale assenza di sintomi e la capacità di essere trasmesso nonostante l’uso del preservativo (che però ne riduce le probabilità di contagio).

L’HPV non è trattabile a livello farmacologico e può essere diagnosticato solo mediante pap-test (se vuoi saperne di più sulla prevenzione dei tumori clicca qui), che se positivo, potrà segnalare vari livelli di displasia. Il medico valuterà la situazione decidendo se monitorarla o procedere con una colposcopia per determinare l’area interessata dal virus. Successivamente, asporterà il papilloma virus con laser o crioterapia, oppure con conizzazione o leep.

Il trattamento è comunemente risolutivo, con una recidiva che oscilla il 5 e il 15%, probabilità che rende necessari controlli periodici per i successivi 2 anni. Inoltre, una volta contratto il virus si è immuni da quel particolare ceppo ma, bisogna tener presente che l’HPV consta di cento ceppi diversi, a cui si resta esposti. Questo è il motivo per cui l’efficacia del vaccino contro il papilloma virus è limitata: la sua copertura, infatti, riguarda solo i ceppi 16 e 18.

Foto by InfoPhoto