La pancia gonfia è un problema che colpisce quotidianamente 12 milioni di italiani, circa uno su due, e con l’estate e la prova costume sempre più imminente può risultare un problema, specialmente per le donne. Proprio come per i classici farmaci, per la prima volta una dieta è stata sottoposta ad una ricerca scientifica, presentata all’Expo di Milano il 9 giugno in occasione del workshop “La migliore educazione alimentare” con il professore dell’Unità di Gastroenterologia dell’università Sapienza di Roma Enrico Stefano Corazziari.

I dati emersi dallo studio non lasciano dubbi con il 40% in meno di giorni di pancia gonfia dopo aver seguito un mese di dieta: un valore che tende a crescere durante il successivo follow up e soprattutto per ciò che riguarda la percezione del paziente. Una diminuzione del gonfiore che aumenterà con il passare dei mesi fino a raggiungere il 66% dopo i 16 mesi. Ma questo non è il solo fattore positivo: anche il dolore addominale tende a ridursi del 40% dopo il primo mese, risultando più che dimezzata dopo 16 mesi.

Abbiamo sottoposto a questa dieta più di un centinaio di persone.” Ha spiegato lo stesso professor Corazziari “lo studio ne ha prese in considerazione 75 di entrambi i generi”. Queste, sono state seguite per un lungo periodo con una media di oltre due anni. “Lo studio” continua il professore “è stato condotto su persone con intestino irritabile, ma la dieta è consigliabile per tutti coloro che hanno problemi di pancia gonfia”.

Pancia gonfia: i cibi da prediligere e da evitare

Lo stesso ha dimostrato che è possibile seguire una dieta personalizzata se vengono evitati determinati cibi “Foodmap” e che quindi possiedono un’alta capacità fermentativa e che quindi contribuiscono a causare i gonfiori. “La fermentazione dei cibi, in certe persone può determinare un accumulo di gas che, insieme a un concomitante maggior afflusso di acqua, causano una distensione del lume intestinale. Questo, complice l’ipersensibilità che caratterizza tali soggetti, causa distensione e dolore addominale.” Ha spiegato Corazziari “Le nuove conoscenze scientifiche ci permettono di lasciarci alle spalle il detto ‘noi siamo quello che mangiamo’, oramai superato, per fare posto a un nuovo concetto: noi siamo il cibo che assorbiamo e soffriamo per quello che non assorbiamo e che la flora fermenta“.

Tra i cibi che possono causare fermentazione ci sono quelli contenenti oligosaccaridi come i legumi, verdure come carciofi e broccoli ma anche frutti come l’anguria, cereali come frumento e segale, fruttosio, lattosio e quelli contenenti polioli presenti nella frutta come ciliegie e susine ma anche verdura come funghi e cavolfiori e dolcificanti come xilitolo, sorbitolo e mannitolo.

Questi sono alcuni consigli riguardo i cibi da prediligere e invece da evitare in quanto possiedono un potere di fermentazione che va a contribuire nel senso di gonfiore.

Questi i cibi da prediligere:

  • Scegliere tra cereali, farro e prodotti senza glutine;
  •  Preferire i formaggi duri e stagionati, e il latte delattosato di soia o di riso;
  • Prediligere frutta come banane, mirtilli, pompelmi, kiwi, mandarini, limoni, arance, uva, lamponi, fragole;
  • Spazio alla verdura in particolare il sedano, i peperoni, le melanzane, la lattuga, i fagiolini e la zucca;
  • Mangiare il pomodoro, ricco di licopene;
  • Come dolcificanti preferire saccarosio, glucosio, sciroppo d’acero e dolcificanti che non terminano in ‘olo’.

Questi, invece, i cibi da evitare o quantomeno limitare:

  • Frumento e segale (pane, pasta, couscous, crackers, biscotti);
  • Mele, pere, albicocche, ciliegie, pesche, mango, anguria, cachi, susine, prugna;
  • Miele, fruttosio e sciroppo di mais, sorbitolo, mannitolo, xilitolo;
  • Latte e formaggi morbidi e freschi (come la ricotta);
  • Carciofi, asparagi, barbabietole, cavoletti di Bruxelles, broccoli, cavolo, cavolfiore, finocchio, aglio, scalogno, funghi, piselli;
  • Ceci, lenticchie, fagioli, fave.