La pancia dura in gravidanza è una condizione molto comune e generalmente legata ai fisiologici cambiamenti cui il corpo della donna va incontro durante la gestazione. Si tratta quindi di un fenomeno naturale, che può verificarsi sin dai primi mesi, anche se solitamente diviene più frequente dal quinto mese in avanti. Nel primo trimestre, ad esempio, si possono avvertire lievi dolori addominali dovuti all’ impianto dell’ embrione, in concomitanza dei quali l’ utero si contrae e l’ addome di conseguenza si indurisce. Nel secondo e terzo trimestre, il fenomeno diviene invece più frequente e la futura mamma avvertirà una tensione, più o meno intensa, che tende a spingere la pancia in avanti, indurendola. Ciò capita spesso a fine giornata, in particolare se si è rimaste in piedi a lungo o si è molto stanche. In questo caso si tratta quindi di un segnale da parte del nostro corpo che avvisa che è il momento di fermarsi e riposare. Se questo tipo di fastidio è lieve, passeggero e migliora con qualche ora di riposo, allora non c’ è nulla di cui preoccuparsi. Se, al contrario, la sensazione pancia dura diviene persistente o si avverte sin dalle prime ore della giornata, è invece consigliabile un controllo da parte del ginecologo, specialmente se il fenomeno è accompagnato da perdite ematiche di colore scuro e/o contrazioni particolarmente forti e frequenti. In questo caso si tratterebbe infatti di un segnale che indica modificazioni della cervice uterina in atto, con conseguente rischio di entrare in travaglio e andare incontro ad un parto prematuro. Se la pancia dura in gravidanza è infine accompagnata da perdite di liquido chiaro e molto fluido, allora sarà compito del ginecologo accertarsi che non si siano rotte le membrane, con conseguente fuoriuscita di liquido amniotico.