La Danimarca è la nazione con i cittadini più felici del mondo, lo afferma il World Happiness Report del 2013 delle Nazioni Unite.

Ma cosa rende i danesi così felici?  Il merito potrebbe essere tutto della genetica. A sostenerlo sono i ricercatori della University of Warwick, che con alcuni studi hanno dimostrato che più una popolazione è geneticamente distante dai danesi, più si posiziona in basso nella classifica mondiale della felicità.

I ricercatori per prima cosa hanno calcolato la distanza genetica della popolazione danese dalle altre nazioni, cioè quante differenze esistano a livello dei geni. Utilizzando questi dati li hanno quindi incrociati con quelli di diverse indagini internazionali sulla felicità e il benessere nel mondo, scoprendo che in media più una popolazione è geneticamente simile ai danesi, più si trova in alto in queste classifiche (scopri il segreto delle coppie felici).

In una seconda fase dello studio i ricercatori hanno invece verificato la relazione tra la felicità di una nazione e la frequenza nel genoma degli abitanti di uno specifico gene, legato all’azione della serotonina, che in alcuni (per la verità controversi) studi è stato associato ad una maggiore stabilità dell’umore e un maggiore senso di benessere. Neanche a dirlo, il genoma in cui è risultato più abbondante è quello dei danesi.

La terza ed ultima parte della ricerca ha riguardato invece gli Stati Uniti, per verificare se l’effetto del genoma danese rimanesse valido anche in persone che crescono in un altro paese. I risultati hanno dimostrato che esiste una correlazione statistica tra la felicità attuale di alcune nazioni e quella che si osserva tra gli americani che discendono da cittadini di queste nazioni (ecco il trenino della felicità).

Stando ai risultati dello studio, la felicità potrebbe quindi essere determinata in larga parte dal nostro dna, e più precisamente da un cocktail di geni estremamente abbondante tra i cittadini della Danimarca (se lei guadagna di più la coppia è più felice).

Una pessima notizia per noi italiani, visto che risultiamo agli ultimi posti in quasi tutte le indagini realizzate fino ad oggi.

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