Nella disciplina medico odontoiatrica è sempre più diffusa la corrente di pensiero che mira ad escludere l’utilizzo di alcuni metalli pesanti per le otturazioni. Tra le altre, l’amalgama, contenente quantità non indifferenti di Mercurio (Hg).

Il Dott. Roberto Facecchia, Medico e Odontoiatra, spiega che “Il Hg, indipendentemente da origine e forma assorbita, organica o inorganica, altera considerevolmente il metabolismo a causa della propria attività chimica. A conferma di ciò è stata riscontrata la tossicità del Mercurio (basti pensare a quando si rompevano i vecchi termometri ora del tutto ritirati dal mercato) che evapora facilmente, inquina l’ambiente, si accumula nell’organismo, per cui è previsto uno smaltimento dello stesso come rifiuto tossico nocivo”.

“Al contrario – spiega il nostro odontoiatra – quando si affronta l’argomento circa il Hg presente nel cavo orale, non si comprende perché questo ‘non inquini’ il nostro organismo. Questa sostanza è in realtà contenuta in piccolissime parti anche in alcuni farmaci antiacidi e colliri, ma in consistenti quantità nelle otturazioni in amalgama”.

Le conseguenze potrebbero essere di vario genere, e colpire anche più organi manifestandosi soprattutto sotto forma di stanchezza cronica, abbattimento psichico, disfunzionalità delle ghiandole endocrine, diminuzione delle capacità di reazione ed invecchiamento precoce. “La soluzione sarebbe – conclude il Dott. Facecchia – la rimozione controllata di tutte le otturazioni dentali in amalgama e la sostituzione di esse con altro tipo di materiali compositi”

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