La volta celeste ha da sempre attirato l’attenzione dell’essere umano: quei puntini luminosi che di notte appaiono in un cielo limpido notturno, di vari colori e brillantezza, hanno esercitato un notevole fascino fin dagli albori delle civiltà. Per rendere familiare questa vastità, varie civiltà hanno provato a raggruppare degli insiemi di stelle in base alla loro disposizione in cielo, sfruttando la fantasia, cercando di immaginare cose note, come animali, oggetti o eroi mitologici; nacquero così le prime costellazioni, dei raggruppamenti arbitrari di stelle che però tutti i membri di una società o di un popolo potevano riconoscere in cielo, utilizzandoli per orientarsi, sia nel tempo che nello spazio.

IL CIELO CHE CAMBIA

A seconda del periodo dell’anno, le costellazioni si alternano; col passare dei giorni, un gruppo di stelle che all’inizio era alto nel cielo nelle prime ore serali, tenderà a spostarsi verso occidente, sempre più basso sull’orizzonte, finché il suo tramontare coinciderà con quello del Sole, e non sarà più visibile. Ad est invece, altre stelle che prima erano basse, si alzeranno sempre più, prendendo il posto di quegli astri che qualche mese prima erano dominanti nel cielo notturno. Questo fenomeno è dovuto al moto di rivoluzione terrestre, che fa sì che nel corso dell’anno il Sole venga a trovarsi, visto dalla Terra, in direzioni diverse: la parte di cielo notturno visibile la sera in un determinato giorno dell’anno, dopo sei mesi (quando la Terra si trova nella posizione opposta della sua orbita attorno al Sole) sarà invisibile, mentre al suo posto saranno osservabili altre stelle, invisibili a loro volta sei mesi prima.

Se noi osserviamo ad esempio a mezzanotte del 10 gennaio e poi di nuovo a mezzanotte del 10 luglio, ossia dopo sei mesi, noteremo che, ad eccezione delle stelle osservabili in direzione nord, tutto il cielo è completamente diverso. Per poter osservare a luglio il cielo osservato il 10 gennaio, dovremmo guardare il cielo a mezzogiorno, ossia nell’orario opposto a quello di sei mesi prima; se a quell’ora avvenisse un’eclissi totale di Sole, in modo da oscurarne la luce, potremmo osservare le stesse stelle osservate a gennaio, nella stessa posizione.