Un osservatore che per la prima volta affronta un cielo stellato con la volontà di riconoscere le costellazioni, può essere preso dallo sconforto: le stelle sono tante, più o meno luminose, più o meno vicine fra loro; orientarsi in un mare così caotico può sembrare difficile. Quando si inizia ad osservare il ci elo, occorre innanzitutto cercare delle forme caratteristiche, dette asterismi. Fondamentale per l ‘apprendimento è un cielo non inquinato e buio, possibilmente sgombro da intralci fisici (come montagne alte molto vicine) che impediscano l’osservazione di grandi aree della volta celeste.

RICONOSCERE IL GRANDE CARRO

In un cielo boreale come quello italiano, l ‘asterismo più facilmente riconoscibile di tutti, nonché sempre presente durante tutto l’anno, è quello del Grande Carro: l e sue sette stelle, abbastanza luminose, sono ben riconoscibili anche dalle città. L’orientamento indicato nell’immagine qui sopra  quello assunto durante i mesi estivi, quando è osservabile in direzione nord-ovest; essendo però un asterismo circumpolare, è visibile durante tutto l’anno, e assumerà posizioni diverse a seconda del periodo di osservazione: nelle sere autunnali si trova a nord, ruotato leggermente in senso antiorario ad assumere una posizione “dritta”; durante l’inverno sarà visibile a nord-est, in posizione verticale, col ” timone” rivolto verso il basso; nelle sere primaverili appare invece alto nel cielo, in posizione capovolta.

Il Grande Carro non è una costellazione vera e propria, ma un asterismo, ossia un raggruppamento di stelle la cui forma ricorda un oggetto particolare; un asterismo può essere considerato una sorta di “progenitore” delle costellazioni. Le sette stelle del Grande Carro sono le più luminose di una costellazione chiamata Orsa Maggiore.