Come già visto, le costellazioni sono un’invenzione antica, e sono state create allo s copo di orientarsi con facilità nel cielo notturno. Le costellazioni attualmente riconosciute dall’Unione Astronomica Internazionale sono 88, suddivise i n 18 boreali, 34 equatoriali (a cavallo tra i due emisferi) e 36 australi; questa disparità è dovuta al fatto che nell’emisfero boreale le costellazioni sono di grandi dimensioni, mentre quelle australi, spesso di recente invenzione, sono molto più piccole.

L’ORIGINE DellE COSTELLAZIONI

Nella società occidentale le prime costellazioni di cui abbiamo notizia sono quelle riconosciute nell’antica Grecia: alcuni riferimenti ci arrivano addirittura da Omero, il quale citava le Pleiadi, che le considerava una costellazione a sé stante, come pure altri riferimenti riguardanti l’Orsa Maggiore e lo Scorpione ci giungono da quell’epoca. Tuttavia vi sono testimonianze sul fatto che molto addietro, fin dall’epoca dei Babilonesi, fosse in uso l’abitudine di suddividere il cielo in costellazioni, specialmente in quell’area di cielo ricadente nella fascia dello zodiaco. Questa pratica fu poi ripresa dagli Egizi, che elaborarono le prime carte stellari complete dell’antichità.

In Egitto visse anche il più grande astronomo dell’epoca antica, Claudio Tolomeo; egli compilò, sulla base di osservazioni proprie e ad opera di autori precedenti, un vasto catalogo stellare, il Megàle Sýntaxis, oggi noto universalmente come Almagesto. In quest’opera, considerata la più completa dell’epoca e per i successivi mille anni, Tolomeo riporta anche 48 costellazioni note nella sua epoca, oggi giunte a noi con gli stessi nomi e riconosciute a livello internazionale.

IL MEDIOEVO

Durante il Medioevo, lo studio dell’astronomia perse di importanza in Europa, dove le conoscenze antiche venivano rielaborate e utilizzate pe riformulare oroscopi, mentre restò una materia molto studiata dagli Arabi: a loro si deve infatti la traslitterazione dell’Almagesto (e anche il s uo nome attuale, una storpiatura dell’originaria parola greca Megiste, arabizzata in Almagesto) e la sua successiva diffusione in occidente. Astronomi come Al Sûfi ripresero le nozioni d ll’epoca di Tolomeo e ne aggiunsero di nuove , studiarono i cieli da una posizione più meridionale, che permetteva loro una maggiore conoscenza delle stelle dell’emisfero sud e individuarono, oltre alle stelle, anche diversi oggetti in seguito riconosciuti come ammassi e nebulose.