Il Grande Carro, benché in estate sia relativamente basso sull’orizzonte, è ancora un ottimo punto di riferimento per trovare alcune stelle importanti anche in direzione sud. Utilizzando le tre stelle del timone come guida e prolungandone la direzione, è possibile individuare, a circa due volte la lunghezza del timone, una stella molto luminosa di colore spiccatamente arancione: Arturo.

ARTURO
Arturo è la quarta stella più brillante del cielo: la sua magnitudine è -0,04, l ‘unica stella dell’emisfero boreale ad avere una magnitudine negativa. Questa stella ha superato la fase stabile della sua vita (sequenza principale) e si sta avviando verso lo stadio di gigante rossa; in origine era una stella gialla non troppo diversa dal nostro Sole. Il suo nome, Arturo, deriva dal greco Arktouros, che significa letteralmente Guardiano dell’Orso o Coda dell’Orso (ossia dell’Orsa
Maggiore, la costellazione in cui è contenuto l’asterismo del Grande Carro). Con una distanza di 36,7 anni luce, è anche una delle stelle più vicine a noi.

BOOTE E LA CORONA BOREALE
Arturo è un ottimo punto di riferimento per reperire in cielo un gran numero di costellazioni. È possibile costruire un asterismo a forma di lettera “Y” maiuscola, dove Arturo è la stella che sta nel gambo inferiore (a sud); la gamba destra punta verso il Grande Carro e quella sinistra verso un gruppo di stelle disposte ad arco. Arturo, Izar e Seginus fanno parte della stessa costellazione, quella del Boote, la cui forma ricorda molto quella di un aquilone. L’altra stella, chiamata Gemma (o Alphecca) è l’astro principale di una costellazione adiacente, la Corona Boreale.

Queste due costellazioni dominano i cieli serali fra aprile e agosto; il Boote è una delle figure più caratteristiche del cielo di primavera, dato che alle latitudini italiane si mostra quasi allo zenit.