L’orto biodinamico è un appezzamento, più o meno grande, coltivato secondo i principi dell’agricoltura biodinamica, metodo basato sulla visione spirituale antroposofica elaborata nel 1924 dal filosofo ed esoterista Rudolf Steiner. Per essere buoni agricoltori, sosteneva Steiner, bisogna mettersi in sintonia con le leggi della Natura e riconoscere l’agire delle forze spirituali e materiali nelle manifestazioni naturali. Senza tale riconoscimento la terra si degrada sempre di più fino alla desertificazione e alla degenerazione degli alimenti.

Lo sviluppo di tale metodo di agricoltura ebbe grande impulso nei decenni successivi, con la sola interruzione del periodo bellico, approdando quindi in Italia negli anni ’50 e conoscendo negli anni ’80 un periodo di grande diffusione. Si tratta di infatti di un metodo che in molti ritengono ancora più in sintonia con la natura di quello biologico, basato sul divieto di utilizzo di fertilizzanti e pesticidi di origine chimica, sul rispetto dei cicli lunari sia per la semina che per i lavori nei campi e su di uno stile di vita eco-consapevole e bio-compatibile.

Obiettivi dell’orto biodinamico sono:

  • mantenere la terra fertile;
  • mantenere in buona salute le piante;
  • accrescere la qualità dei prodotti;

Per far ciò in aiuto ci vengono:

  • il calendario lunare;
  • la bio-diversità;
  • i preparati;

Vediamo dunque come si può realizzare un orto biodinamico: innanzitutto è necessario iniziare a pensare ad un orto che può, e in parte deve, accogliere ogni genere di fiori, frutti e ortaggi, ma completamente privo di prodotti chimici, dal seme al frutto. Per nutrire terra, radici e piantine usufruiremo quindi di fertilizzanti preparati in modo biodinamico. Detto ciò, è importante anche una fase di studio preliminare poiché, come accennato, l’orto biodinamico si basa sulla biodiversità. E’ dunque indispensabile conoscere le caratteristiche e  le specifiche necessità delle piante.

 Per la buona riuscita dell’orto biodinamico dovremo infatti “associare” tra loro le piante, ovvero predisporre le piantagioni, in modo che possono aiutarsi tra loro a crescere. Questo perché ogni pianta emette secrezioni acide e gas, sia dalle radici, che da foglie e frutti. Queste secrezioni possono avere influenze positive o negative sulle piante che si trovano loro accanto e l’orto biodinamico sfrutta a suo vantaggio tale influenza. Per capirci: le radici dei pomodori producono sostanze che aiutano il sedano a crescere forte e sano. Andranno dunque posizionati vicini, così come carote e cipolle, poiché le prime proteggono le seconde dalle mosche. Al contrario, mai posizionare vicine piante della stessa famiglia (come zucche, cetrioli e zucchine), poiché così facendo le esporremmo ad attacchi di ogni genere, in quanto prive di piante “amiche” che le proteggano (lotta antiparassitaria meccanica). Accanto ai giusti accostamenti, l’orto biodinamico da molta importanza anche alla presenza di alcune importanti piante, come le ortiche che, lungi dall’essere erbacce da estirpare, donano al terreno minerali e sostanze nutritive importanti, ma anche piante aromatiche e fiori, che fungono da “guardiani” dell’orto biodinamico, assolvendo funzione simile alla rosa posta all’inizio del filare di uva: questa è infatti la prima ad ammalarsi, avvisando il contadino se c’è qualcosa che non va.

Per quanto riguarda invece i cosiddetti “preparati”, questi sono strumenti fondamentali, in quanto unici fertilizzanti utilizzabili nell’orto biodinamico (sono infatti aboliti fertilizzanti minerali sintetici e pesticidi chimici). Steiner ne individua 9 tipi, per i quali ha lasciato precise indicazioni da seguire in fase di preparazione. Tra gli elementi utilizzati per creare questi preparati si contano erbe e minerali adoperati anche in fitoterapia, come l’achillea, il tarassaco, l’equiseto e la valeriana; per quanto riguarda invece la realizzazione vera e proprie, le modalità non sono molto lontane da quelle usate per i preparati omeopatici.

Vige infine l’osservanza del calendario lunare: nel suo giro intorno alla terra, la luna passa infatti per le 12 costellazioni zodiacali, ognuna delle quali ha caratteristiche che influenzano la Terra e, nel caso di un orto, stimolano le varie parti di uno specifico gruppo di piante. Per questo il calendario, o meglio lunario agricolo che segue il metodo biodinamico ne tiene conto.

Infine, la per non impoverire il terreno, da non trascurare è la necessità di applicare il principio della “rotazione delle colture“.

L’argomento è comunque molto vasto e questa non vuole essere altro che una iniziale infarinatura. Dare vita ad un orto biodinamico non è difficile, anzi, poiché il sistema creato è in grado di autoalimentarsi, presuppone tuttavia una conoscenza approfondita.