Il cortisolo, meglio conosciuto come ormone dello stress, è stato individuato dal Dottor Hans Selye, neuroendocrinologo di origine austriaca che per primo ha studiato la risposta dell’organismo umano alle situazioni di stress, formulando quella che viene definita “sindrome generale di adattamento”. Più nello specifico, il cortisolo è un ormone steroideo prodotto dalle ghiandole surrenali, la cui secrezione è controllata dall’ipotalamo e dalla ghiandola pituitaria (ipofisi), centro del sistema nervoso simpatico. Esso viene rilasciato in risposta alla paura o allo stress, come parte del meccanismo “attacco o fuga”, preparando così il corpo alla reazione fisica. Il rilascio di cortisolo ha infatti come conseguenza diretta un accelerazione del metabolismo, volta a migliorare la nostra capacità reattiva attraverso l’aumentata ritenzione del sodio, che a sua volta fa salire la pressione, e l’incremento della quantità di glucosio nel sangue, che va a rifornire muscoli e cervello. Il cortisolo provoca così cambiamenti repentini delle funzioni del corpo, aumentando al massimo le possibilità di sopravvivenza di fronte ad un pericolo imminente.

Il cortisolo svolge tuttavia importanti funzioni anche in situazioni di ‘quiete’ , influenzando i livelli di glicemia nel sangue e contribuendo al metabolismo di proteine, lipidi e carboidrati; regola inoltre la risposta immunitaria (riducendo l’infiammazione), influisce sulla sintesi del collagene e sull’equilibrio idrosalino, aiuta a controllare la pressione e supporta lo sviluppo del feto durante la gravidanza. Interagendo con così tante funzioni, appare chiaro come alti livelli di cortisolo possano, nel lungo periodo, avere conseguenze negative sulla salute generale.

 Se il nostro stile di vita ci costringe a ritmi troppo frenetici, ponendoci in costante situazione di stress, i livelli di cortisolo risulteranno quindi cronicamente elevati, esponendoci al rischio di sviluppare diabete di tipo 2, ipertensione, malattie cardiache, cancro, allergie alimentari, malattie autoimmuni, problemi gastrointestinali, aumentata suscettibilità a raffreddori e altre malattie, morbo di Cushing, ipertiroidismo, depressione, insonnia, sindrome da stanchezza cronica, assottigliamento della pelle, acne, obesità, osteoporosi, alterazioni del ciclo mestruale, calo del desiderio sessuale, disfunzione erettile e altri disturbi minori.

Fortunatamente i livelli di cortisolo possono essere tenuti sotto controllo imparando a gestire lo stress e grazie ad alcune semplici abitudini, tra cui regolare attività fisica, ascoltare musica, frequentare le persone che amiamo (siano essi amici o famigliari), intessere una rete positiva di rapporti sociali e ultimo, ma non meno importante, la risata, che in questo senso svolge una vera e propria azione terapeutica.