Operazioni chirurgiche sotto ipnosi? Si può! L’ipnosi utilizzata in ospedale al posto dell’anestesia generale. È la scelta portata avanti dall’Istituto Curie di Parigi che ha iniziato ad utilizzare nota la tecnica psicosomatica in sala operatoria, nei casi di tumore al seno. Entusiasmo e scetticismo tra la comunità scientifica.

I numeri non mentono: sono già 70 le operazioni chirurgiche eseguite su pazienti ipnotizzati dal centro di ricerca medica francese. Donne che hanno subito un intervento di mastectomia in uno stato di “trance” temporaneo, con la percezione del mondo esterno appositamente modificata, usufruendo della sola anestesia locale. Tutte quante affermano di non ricordare nulla e di non aver provato dolore.

L’ipnosi, già utilizzata con successo in ambito medico, per ridurre l’ansia da sala operatoria e nel controllo del dolore post operatorio, potrebbe quindi rappresentare un valido aiuto durante l’intervento stesso, in tutti quei casi clinici (allergie ai farmaci, cardiopatie, problemi respiratori…) in cui è meglio non rischiare un anestesia totale.

La stessa equipe parigina precisa però che non tutti i pazienti possono sottoporsi a questa particolare tecnica di sedazione. La bravura dell’ipnotizzatore dipende fino ad un certo punto ma la capacità di lasciarsi “addormentare” resta soggettiva e varia da paziente a paziente. Alcune persone non riescono ad entrare in uno stato ipnotico abbastanza profondo da permettere l’intervento chirurgico.