L’operazione laser agli occhi è una procedura in grado di correggere difetti di rifrazione quali miopia, astigmatismo e ipermetropia. L’intervento, oggi molto praticato, consiste nel rimodellare la cornea così da focalizzare la luce che entra nell’occhio in maniera corretta sulla retina ed ottenere un visone più chiara.

Nella maggior parte dei casi, si tratta di una procedura indolore, in anestesia locale, che richiede appena 15 minuti di tempo per entrambi gli occhi e quindi svolta in day hospital. Per quanto riguarda invece i tempi di recupero, questi possono variare da pochi giorni a parecchie settimane, poiché numerosi sono i fattori che possono intervenire nel post operatorio, rallentando la guarigione. Generalmente i primi miglioramenti si notano tuttavia già entro 24 ore.

Secondo le statistiche, solo in Italia si effettuano circa 150 mila interventi laser agli occhi ogni anno e nel 95% dei casi non si riscontrano complicanze o rischi particolari. Rispetto agli anni settanta, quando la tecnica ha iniziato a svilupparsi, i risultati sono infatti oggi nettamente migliorati ed i rischi diminuiti, tuttavia, secondo i ricercatori dell’American Academy of Ophthalmology, circa il 48% dei pazienti operati mostra scarsa lacrimazione con conseguente secchezza oculare (percentuale che scende al 30% circa dopo 1 anno dall’intervento) e non in tutti i casi è possibile restituire 10 decimi ai pazienti.

In particolare, secondo l’istituto di Oftalmologia americano, l’ operazione laser agli occhi presenta un fattore di rischio di circa un caso ogni mille, con possibilità di incorrere nei seguenti rischi:

  • dolore agli occhi: si tratta del fastidio più diffuso tra coloro che si sottopongono all’operazione. Da considerarsi “normale” nei primi giorni post-intervento, il dolore oculare può tuttavia protrarsi nel tempo, anche per mesi, tanto da richiedere un’assunzione prolungata di farmaci analgesici ed antidolorifici;
  • lento recupero della vista: i tempi di recupero post-intervento vanno generalmente dalle 4 alle 8 settimane, tuttavia può accadere che questi si dilatino anche di molto, soprattutto in soggetti ipermetropi;
  • presenza di aloni e flash luminosi: si tratta di una condizione comune nei primi giorni dopo l’intervento, ma in alcuni casi il disturbo può protrarsi per mesi o addirittura divenire un difetto permanente;
  • problemi visivi: episodi di sdoppiamento della vista o difficoltà nel calcolare le distanze degli oggetti, sono abbastanza frequenti nel post-intervento, ma esiste la possibilità che si tramutino in difetti  di tipo permanente;
  • infezioni agli occhi: rischio non tanto legato alla tecnica laser in sé, quanto ad una complicanza post-operatoria. Le possibilità di sviluppare infezioni sono tanto più basse quanto maggiore è il grado di controllo esercitato sulle strumentazioni della clinica (tutto deve essere sterili) e sull’ambiente domestico ove trascorreremo le settimane successive all’intervento. Anche a casa, utilizzare quindi i colliri prescritti dal medico e mantenere l’ambiente pulito e ben areato;
  • regressione della vista: è possibile che con il passare degli anni si noti una progressiva regressione nella vista. In questo caso, quando possibile, si vaglierà l’opzione di sottoporsi ad un nuovo intervento correttivo;
  • sviluppo di un nuovo difetto visivo: se un paziente si sottopone ad operazione laser agli occhi per risolvere, ad esempio, una miopia, esiste il rischio che il laser sia troppo efficace e induca il difetto visivo opposto, in questo caso la presbiopia. Il risultato sarà così il passaggio da occhiali per vedere da vicino a quelli per vedere da lontano;
  • esito peggiorativo: si tratta di uno dei rischi più temuti dai pazienti ed in effetti esiste la possibilità (circa il 2 %) che il laser non funzioni o danneggi ulteriormente la vista;
  • lento recupero della cornea: nonostante l’uso di colliri e bendaggi specifici per favorire la cicatrizzazione della cornea, esiste il rischio che il recupero si riveli lento e fastidioso;
  • cicatrice corneale: se la cornea risulta particolarmente delicata o l’intervento è stato molto invasivo, il paziente rischia di sviluppare una cicatrice corneale importante ( Haze) che provoca offuscamento della vista e richiederà l’uso di colliri appositi (per circa 6 mesi) o un ulteriore intervento laser;
  • ectasia: è una delle complicazioni più serie e comporta la progressiva deformazione della cornea, condizione che può creare seri problemi della vista e richiedere addirittura un intervento di chirurgia oculare di tipo invasivo.