Gli uffici open space sono stati una delle novità degli ultimi anni. Grandi spazi aperti in cui lavorano fianco a fianco anche decine di persone, create per ottenere una maggiore collaborazione e un più proficuo scambio di idee tra i dipendenti.

Invece, sembra che nei luoghi di lavoro open space si sia ottenuto il risultato opposto: lavorati distratti e poco produttivi.

A dirlo è una ricerca Berkeley’s Center for the Built Environment che ha preso in esame circa 65 mila lavoratori. La metà degli intervistati, provenienti da tutto il mondo, ha lamentato la mancanza di silenzio e di privacy.

In effetti in questo tipo dio ambiente si è costretti, anche se non lo si vuole, a prendere parte alle comunicazioni e alle chiacchiere di tutti i colleghi, con i quali si condivide la scrivania e lo spazio circostante. Questo fattore pesa in modo particolare sulla capacità di concentrazione e quindi sulla produttività.

Questa perdita di efficienza è stata studiata dall’Istituto Finlandese di Medicina del Lavoro. A risentire maggiormente del rumore è la cosiddetta working memory, quella cioè che si utilizza per archiviare informazioni di immediato utilizzo, che verrebbe occupata dalle chiacchiere dei vicini perdendo dal 5 al 10% della sua reale funzionalità.