L’omocisteina è un aminoacido non proteico prodotto dal metabolismo della metionina, aminoacido introdotto nel nostro organismo tramite la dieta. L’eccessiva concentrazione di omocisteina nel sangue dà luogo alla condizione detta iperomocisteinemia. Il metabolismo di questo aminoacido è infatti regolato dall’attività di enzimi e vitamine quali i folati e le vitamine B6 e B12, una cui carenza può portare all’accumulo di omocisteina, con importanti conseguenza negative. Si parla di iperomocisteinemia quando i valori superano 13 micro moli per gli uomini; 10,1 per le donne e 11,3 per i bambini.

Le cause che possono portare ad una condizione di iperomocisteinemia sono tuttavia varie e comprendono fattori sia genetici che ambientali. Possono essere causa di omocisteina alta uno stile di vita sedentario, specifiche patologie, particolari condizioni come la gravidanza e la menopausa, terapie farmacologiche (tra cui contraccettivi orali e antiepilettici), squilibri alimentari, inquinamento atmosferico, ecc. Se molti di questi fattori non possono essere modificati, un discorso a parte merita invece lo stile di vita adottato: tabagismo, abuso di sostanze alcoliche e caffeina, scarsa attività fisica e alimentazione povera di frutta e verdura sono infatti da considerare cause scatenanti dell’iperomocisteinemia.

E’ dunque importante correggere le proprie abitudini, sia in un’ottica di prevenzione, sia per riportare i livelli di omocisteina entro i limiti indicati, qualora dovessero risultare troppo alti. Elevati livelli di questo aminoacido influiscono di fatti negativamente sul sistema nervoso, cardiovascolare ed osseo, con un incremento della produzione di radicali liberi e stress ossidavo. L’iperomocisteinemia è di conseguenza considerata un importante fattore di rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari (arteriosclerosi, ipertensione e infarto) e cerebrali (maggior rischio di sviluppare demenza senile, Alzheimer e ictus), ma anche per fratture ossee di natura osteoporotica, diabete, depressione, eccessiva coagulazione del sangue, malformazioni del feto e aborto spontaneo.

Per tenere sotto controllo i livelli di omocisteina è sufficiente fare maggiore attenzione a quello che si mangia ed effettuare regolarmente gli esami del sangue. E’ stato infatti dimostrato che l’assunzione di folati e vitamine B6 e B12, permette di contrastare l’accumulo di omocisteina, oltre a costituire un valido sistema preventivo. Via libera dunque a tutti gli alimenti ricchi di acido folico, come verdure a foglia verde, crucifere e frutta, da consumarsi preferibilmente a crudo, poiché le alte temperature di cottura tendono a disperderne il contenuto. Ottimale sarebbe poi ridurre al contempo il consumo di proteine animali ed in particolare carne rossa, cui è meglio preferire le carni bianche o il pesce. Evitare anche i grassi di origine animale, come quelli di burro e formaggi. Altri ottimi consigli sono poi aumentare l’attività fisica, cercare di perdere peso e ridurre il consumo di fumo, alcool e caffè. Se tutto ciò non dovesse bastare ad abbassare i livelli di omocisteina, il medico potrebbe infine prescrivere un integratore a base di acido folico, ma il metodo migliore di curare questo tipo di disturbo resta sempre e comunque un’alimentazione corretta, basata su un ampio consumo di frutta e verdura crude.