Vi avevo già parlato dell’origine della medicina omeopatica, che si basa sulla cosiddetta “legge dei simili” di Hahnemann, formulata nel lontano 1796. Non sempre però le cose risultano chiare quando bisogna passare dalla teoria alla pratica, e così vediamo spesso una grossa frammentazione nei comportamenti dei medici quando si tratta di somministrare i farmaci omeopatici. A fare chiarezza ci pensa però il Dott. Alessandro Targhetta, medico chirurgo ed esperto in omeopatia e fitoterapia, nel suo libro “Appunti di Omeopatia” (Ed. Utet).

UN PRINCIPIO, TRE METODI TERAPEUTICI

La “Legge dei Simili” si basa sul presupposto secondo il quale si debba somministrare al soggetto malato, in dosi infinitesimali, quella sostanza che ha prodotto sperimentalmente nel soggetto sano, in dosi forti, sintomi e segni simili a quelli da curare. Quindi non si deve fare altro che sfruttare il potere terapeutico di una sostanza farmacologicamente attiva a dosi infinitesimali, conoscendone il suo effetto tossicologico a dosi ponderali sull’uomo sano.

Al fronte di quest’unico principio, però, alcuni medici prescrivono un solo medicinale alla volta, altri ne prescrivono più di uno contemporaneamente, ma non nella stessa preparazione farmaceutica, ed altri prescrivono invece medicinali omeopatici complessi, dove all’interno di uno stesso preparato sono compresenti un numero variabile di medicinali omeopatici.

Questi tre “comportamenti” identificano in realtà tre metodi terapeutici, a cui fanno capo tre scuole molto differenti l’una dall’altra: unicismo, pluralismo e complessismo.

DA HAHNEMANN IN POI

I tre metodi terapeutici, insomma, partono tutti dalla filosofia originaria formulata da Hahnemann, ma da qui sono partite metodologie diverse. Le scuole di indirizzo pluralista si sono diffuse particolarmente in Francia, quelle a indirizzo complessista in Germania e quelle a indirizzo unicista in Sud America.

Le vedremo presto una per una, in modo che possiate riconoscere da voi a quale scuola appartiene il vostro medico omeopata e permettervi di fare una scelta più consapevole del modo in cui vi curate.