L’omeopatia come medicina alternativa e i radicali liberi responsabili dell’invecchiamento: sono solo due dei nove falsi miti stilati dalla rivista scientifica Nature e secondo la quale queste non solo sono credenze prive di fondamento scientifico ma sarebbero impossibili da sradicare nelle credenze popolari.

Nella classifica  – destinata a causare non poche discussioni – al primo posto è stata piazzata la diagnosi precoce dei tumori ovvero la possibilità che attraverso screening regolari ci si possa salvare da forme tumorali di qualsiasi tipo. A smentire questa credenza sarebbero infatti alcuni studi avrebbero dimostrato come per certe tipologie di cancro una diagnosi precoce non è sempre “salvavita”.

In seguito si trovano i radicali liberi, o meglio la convinzione che questi siano i responsabili dell’invecchiamento cellulare mentre, al contrario, le sostanze antiossidanti siano positive per la propria salute: anche in questo caso numerosi studi testati sulle cavie avrebbero dimostrato come un’alta concentrazione di antiossidanti non faccia vivere più a lungo e tanto meno rallentare l’invecchiamento.

Al terzo e quarto posto tra i falsi miti si piazza la credenza che l’uomo abbia un cervello molto più grande rispetto a quello degli altri animali e che l’apprendimento sia più efficace se fatto seguendo un proprio metodo ritenuto “preferito”, mentre al quinto posto si piazza la crescita mondiale: questa, infatti, secondo molti porterà a carestie e povertà in quanto porterà l’umanità a esaurire in poco tempo le risorse di cibo.

Sesto posto invece per il falso mito che riguarda l’associazione diretta tra vaccini e autismo – nonostante altri studi l’abbiano dimostrato – mentre al settimo e ottavo posto si piazzano rispettivamente il paracetamolo – dando per scontato che questo funzioni attraverso meccanismi noti – e che la credenza secondo cui il cervello non dialoghi con il sistema immunitario.

Se bene di piazzi solamente all’ultimo posto, tra i falsi miti rientra proprio l’omeopatia considerata come una medicina alternativa, mentre secondo la stessa rivista sarebbe uno dei falsi miti più evidenti e a provarlo sarebbero diversi studi che l’hanno definita, appunto, inefficace.