Vi ho già parlato in passato delle qualità benefiche dell’olio d’oliva, un olio che ha certamente molte virtù. Eppure, ci sono molti fatti poco conosciuti sull’olio più diffuso nell’area mediterranea, e non sempre si capiscono le sue qualità nutrizionali e l’uso che ne andrebbe fatto affinché non diventi dannoso per la nostra salute anziché un prezioso alleato.

OLIO DI OLIVA: ISTRUZIONI PER L’USO

L’elevato contenuto di grassi saturi dell’olio di oliva (fino al 20%), è bilanciato solo relativamente da un massimo di circa 15% di grassi poli-insaturi, e non giustifica il suo diffusissimo consumo nel nostro Paese. Anche le raccomandazioni di molti esperti, che consigliano l’olio di oliva come un alimento utile per la prevenzione e la cura dell’accumulo di colesterolo nell’organismo, sembrano poco documentate. Questo olio contiene soltanto il 13% di acido linoleico (il più importante tra gli acidi grassi poli-insaturi) che viene ritenuto come uno dei fattori principali che permette di metabolizzare meglio il colesterolo (presente sia nel nostro organismo che nella totalità dei prodotti alimentari di derivazione animale). La ragione per la quale si raccomanda di usare l’olio di oliva crudo sta nel fatto che superati gli 80° centigradi, i grassi poli-insaturi in esso contenuti si trasformano in saturi. Si alterano, cioè, quasi totalmente le qualità originarie di questo alimento e si favorisce ancora maggiormente l’accumulo di grassi e colesterolo nell’organismo.

L’OLIO DI SESAMO AL POSTO DELL’OLIO DI OLIVA: PERCHE’?

Coloro che iniziano la dieta macrobiotica si sentono spesso proporre l’uso dell’olio di sesamo, come sostituto dell’olio di oliva. A parte le difficoltà, innegabili, che l’italiano deve affrontare e risolvere per abbandonare un olio al quale è abituato e del quale apprezza il profumo e il sapore, esistono numerose valide ragioni che rendono l’olio di sesamo preferibile. Soprattutto in quei casi in cui l’organismo deve essere purificato da eccessi di colesterolo, grassi e muco depositati negli organi interni e nel sistema circolatorio. Questa preferenza per il sesamo resta valida anche se ci si serve di olio extravergine di oliva, cioè prodotto per semplice pressione freddo del frutto intero senza che durante la torchiatura si superino i 50° centigradi.

L’OLIO DI SEMI DI SESAMO

L’olio di sesamo contiene un’elevata percentuale di grassi poli-insaturi (l’88% circa, di cui il 44% circa di acido linoleico) mentre i grassi saturi sono circa il 13%. E’ un olio molto stabile, più di ogni altro, la cui ossidazione sembra inibita dalla presenza di particolari sostanze, tra cui la sesamolina, non rintracciabili in altri oli. Si tratta insomma dell’olio migliore da consumare in tutti quei casi in cui si debbano riequilibrare le nostre condizioni fisiche. Ciò non toglie che la quantità di grassi va sempre mantenuta a livelli piuttosto bassi e che l’uso di olio crudo non è affatto raccomandabile né per la digestione né per il metabolismo in genere. Tra l’altro il consumo abbondante di olio, sia crudo che sottoposto ad elevate temperature, provoca uno stato leggermente acido del sangue.