Da oggi sarà molto più facile riconoscere l’olio di palma sostenibile grazie all’applicazione lanciata dalla Rspo-Roundtable on Sustainable Palm Oil. Questa applicazione crowd-sourced metterà a disposizione dei consumatori un sistema di tracciabilità affidabile e permetterà di identificare il mulino di provenienza di qualsiasi tipo di olio di palma sostenibile.

L’applicazione è un altro degli strumenti che Rspo ha creato per far sì che i consumatori potessero tutelarsi, favorendo prodotti certificati dal marchio Rspo stesso e consentendo così di beneficiare una maggiore trasparenza commerciale. L’applicazione per individuare l’olio di palma sostenibile arriva dopo l’introduzione, nel 2015, della Global Forest Watch, una piattaforma online che svolge funzioni simili.

L’obiettivo di strumenti quali l’applicazione o la piattaforma online è anche quello di consentire a Rspo di riuscire a raggiungere l’ambizioso obiettivo di avere il 100 per cento di olio di palma certificato sostenibile, a fronte del 68 per cento che invece è stato fatto registrare nel 2015. Un obiettivo che potrebbe essere raggiunto, anche contando sul fatto che nell’ultimo anno i membri che hanno scelto di aderire sono salite del 15 per cento (di questi cento sono italiani).

Secondo i dati forniti da Rspo, l’Europa è il secondo maggiore importatore di olio di palma (preceduta solo dall’India) e almeno il 40 per cento di olio di palma prodotto su scala internazionale viene preparato da produttori indipendenti (tre milioni di coltivatori e produttori indipendenti che arrivano a quattro milioni di tonnellate di prodotto).

In Europa la situazione sembra essere già a buon punto, almeno per quanto riguarda l’olio di palma certificato sostenibile perché l’obiettivo del 100 per cento sembra essere già stato raggiunto perché tutte le aziende che operano nel Vecchio Continente usano solo olio di palma 100 per cento certificato Rspo.