L’olio di palma torna al centro delle discussioni circa la sua pericolosità per la salute dell’uomo: questa volta ci pensa l’Istituto Superiore di Sanità (Iss), il quale ha elaborato un parere sul sito del Ministero della Salute circa le conseguenze per la salute circa l’utilizzo stesso prodotto come ingrediente alimentare.

Lo stesso Istituto ha dichiarato che l’alimento, di per sé, non sarebbe nocivo, tuttavia per via del suo alto contenuto di grassi – specie per via di consumi elevati – è collegato a rischi cardiovascolari.

Secondo l’Istituto, infatti, non ci sarebbero evidenze dirette nella letteratura scientifica che spiegano come l’olio di palma, “come fonte di acidi grassi saturi, abbia un effetto diverso sul rischio cardiovascolare rispetto agli altri grassi con simile composizione percentuale di grassi saturi e mono/polinsaturi, quali, ad esempio, il burro”.

Il suo consumo non è correlato all’aumento di fattori di rischio per malattie cardiovascolari nei soggetti normo-colesterolemici, normopeso, giovani e che assumano contemporaneamente le quantità adeguate di polinsaturi” tuttavia certe fasce possono risultare  più “vulnerabili”, come bambini, anziani, dislipidemici, obesi e ancora pazienti con pregressi eventi cardiovascolari e ipertesi. Per questo motivo, nel contesto di una dieta varia e bilanciata, viene consigliato di contenere il consumo di determinati alimenti che contengono elevate quantità di grassi saturi.

Olio di palma: il consumo della popolazione

L’olio di palma, come spiegato nel documento, è un ingrediente composto per il 50% da acidi grassi saturi (quasi esclusivamente acido palmitico), per il 40% da acidi grassi monoinsaturi (acido oleico) e per il restante 10% da acidi grassi polinsaturi (acido linoleico).

Oltre a quelli contenuti nell’ingrediente – che in genere viene aggiunto agli alimenti durante la trasformazione industriale – gli acidi grassi saturi possono essere assunti anche attraverso altri alimenti non trasformati  i quali, spiega il documento, “li contengono naturalmente, come latte e derivati, uova e carne. Nel complesso, i principali organismi sanitari nazionali e internazionali raccomandano livelli di assunzione di acidi grassi saturi non superiori al 10% delle calorie totali”.

Secondo quanto rivelato dall’Istituto Superiore di Sanità, tenendo in considerazione dei dati che si riferiscono agli anni 2005 e 2006, il consumo nella popolazione generale adulta di grassi saturi sarebbe di 27 grammi al giorno, di questi il contributo dell’olio di palma va dai 2,5  ai 4,7 grammi. Tra i bambini, invece, il consumo di acidi grassi andrebbe tra i 24 e 27 grammi al giorno, di questi l’olio di palma va dai 4,4 ai 7,7 grammi. Negli ultimi dieci anni, tuttavia, il trend dell’olio di palma è cresciuto, insieme alla richiesta d’importazione in Italia dell’ingrediente a scopo alimentare. Questo, come si legge nel documento, “sottende lo spostamento dell’industria alimentare dall’uso di margarine e burro, a quello di olio di palma”.