L’olio di palma è un grasso vegetale saturo non idrogenato, da qualche tempo al centro di un feroce dibattito circa i possibili danni che il suo indiscriminato consumo potrebbe causare all’organismo umano.

L’olio di palma contiene infatti grassi saturi che, se in piccole quantità non risultano pericolosi, in quantità eccessive possono invece divenire dannosi per la salute: maggiore è l’apporto giornaliero di acidi grassi, tanto più alto diviene il rischio di problematiche legate al sistema cardiocircolatorio. Un etto di olio di palma contiene circa 49 g di questi grassi, tra i quali desta particolare preoccupazione l’acido palmitico (con 16 atomi di carbonio), responsabile dell’innalzamento dei livelli di colesterolo nel sangue e quindi direttamente implicato nelle patologie cardiovascolari.

Considerata la progressiva diffusione dell’utilizzo di olio di palma da parte dell’industria alimentare, da quest’anno l’Unione Europea ha dunque reso obbligatoria la dicitura “olio di palma” al posto del più generico “olii vegetali” all’interno delle etichette di tutti i prodotti.

La dose giornaliera di olio di palma entro cui tenersi dovrebbe essere infatti pari a 4 grammi  (l’equivalente, ad esempio, di 50 grammi di biscotti). Considerando che oltre il 90% dei prodotti da forno (crackers, pane confezionato, grissini e fette biscottate) e dei dolci industriali (creme spalmabili, merendine, biscotti, panettoni, pandori e cioccolate varie) contengono olio di palma, risulta chiaro che, specie sotto le feste natalizie, quando ci si concede qualche peccato di gola in più, leggere attentamente le etichette di ciò che andiamo ad acquistare diventa molto importante.

L’obbligo della dicitura “olio di palma” ha infatti permesso ai consumatori di compiere scelte alimentari più consapevoli, ma non solo, ha spinto diversi marchi a mettere ben evidenza la propria scelta di rinunciare al famigerato olio, con diciture come “senza olio di palma” o “palm oil free”. Tra i pionieri di questa tendenza i marchi Alce Nero, Arte Bianca, Gentilini e Grondona, ma sempre più numerosi sono anche i marchi più largamente conosciuti che hanno eliminato almeno in parte l’olio di palma dai loro prodotti. Tra questi: Misura, Paluani, Granoro, Tre Marie, Galbusera, Viaggiator Goloso, Coop ed Esselunga.

La scelta è dunque oggi possibile, sta al consumatore effettuare acquisti consapevoli, nell’interesse della propria salute e quella dei propri cari.