La vitiligine è un disturbo della pelle causato dalla distruzione dei melanociti, ovvero le cellule adibite alla produzione di melanina (pigmento responsabile della colorazione della cute), con conseguente comparsa di macchie bianche sull’epidermide, dette chiazze ipocromiche o acromiche.

Numerosi studi hanno evidenziato come la vitiligine colpisca dall’1 al 2% della popolazione mondiale, interessando ugualmente ambedue i sessi e tutti i gruppi etnici. Per quanto riguarda invece le cause del disturbo, queste sono ancora oggetto di discussione da parte della comunità scientifica. La teoria attualmente più accreditata è che la depigmentazione della pelle sia causata da un disturbo autoimmune, che porta cioè il sistema immunitario a reagire contro i propri organi e tessuti. Esistono tuttavia importanti studi che sottolineano come i soggetti che manifestano la tipica depigmentazione della pelle siano resi suscettibili al fenomeno a causa di particolare corredo genetico ereditario; dato dimostrato dal fatto che talvolta l’andamento della vitiligine si dimostri di tipo famigliare.

Essendo ancora poco chiare le cause del disturbo, anche i trattamenti attualmente disponibili si rivelano talvolta poco efficaci e generalmente mirati, più che alla risoluzione del problema, alla riduzione del contrasto cromatico tra le aree colpite da depigmentazione e le zone circostanti. Le alternative oggi comprendono creme cortisoniche, che favoriscono la ripigmentazione riducendo l’infiammazione; fotochemioterapia con raggi UVA o a raggi UVB; interventi chirurgici e varie terapie ausiliarie. E’ infatti raro che una singola terapia si dimostri altamente efficace, quindi generalmente gli esperti consigliano l’utilizzo combinato di farmaci, integratori e, talvolta, fototerapia.

Tra i rimedi naturali contro la vitiligine si segnalano l’aminoacido L-fenilalanina, il Ginkgo biloba, il beta carotene, l’utilizzo combinato di acido folico e vitamina B12 e altri prodotti ad azione antiossidante e protettiva cutanea, come vitamina C ed E, selenio, metionina, l-cistina ed l-tirosina. Noto fin dall’antichità per i suoi benefici sulla pelle è poi l’ olio di iperico (altrimenti noto come erba di S. Giovanni), il cui i composti flavonici vantano proprietà vaso protettrici, antibatteriche, antinfiammatorie, cicatrizzanti, antisettiche, antimicotiche, astringenti, emollienti e riepitelizzanti. La sua capacità di stimolare la rigenerazione cellulare, rende inoltre l’ olio di iperico indicato per schiarire le macchie della pelle, contrastare la secchezza e l’invecchiamento cutaneo. A livello topico, l’erba di San Giovanni si può usare sotto forma di olio, prodotto che si può trovare già pronto in erboristeria, ma che è anche possibile realizzare in casa, come facevano le nostre nonne, lasciando macerare i fiori freschi in olio di oliva o in olio di girasole. Preparati a base di iperico sono inoltre oggi disponibili in pomate, o utilizzati per la creazione di saponi nutritivi per la pelle di viso e corpo.