Largamente impiegato in ambito cosmetico, l’ olio di cocco è probabilmente tra i più popolari oli vegetali disponibili sul mercato. Si ricava dalla pressatura della polpa dell’omonima noce e nell’area asiatica è da sempre utilizzato anche in campo alimentare. Sulle sue proprietà, così come sulla sicurezza del suo impiego alimentare, si discute da diverso tempo. Se i benefici che ne possono tratte pelle e capelli non sono messe in dubbio, per quanto riguarda invece l’uso dell’ olio di cocco in cucina le voci sono spesso discordanti.

Si tratta di un olio vegetale in grado di resistere bene alle alte temperature e la sua stabilità gli permette di avere un’ossidazione molto lenta, tuttavia è un prodotto altamente calorico, con un contenuto di grassi saturi pari a  87 grammi ogni 100 ml di prodotto. Proprio questo è il nodo cruciale attorno al quale si articolano le accuse mosse contro l’utilizzo alimentare dell’ olio di cocco. Circa l’assunzione di grassi saturi, le linee guida dell’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) sono infatti molto chiare: per mantenersi in salute, con particolare riferimento al benessere dall’apparato circolatorio, è necessario controllare l’assunzione di lipidi nella dieta, limitando i grassi saturi in favore di quelli insaturi.

In difesa dell’olio di cocco bisogna tuttavia dire che, nonostante sia ricco di questi grassi dannosi, vanta proprietà antimicrobiche, supporta il sistema immunitario, è in grado di accelerare il metabolismo e previene i picchi di insulina nel sangue. L’acido laurico di cui è ricco, stimola inoltre la produzione di colesterolo buono (HDL) a discapito di quello cattivo (LDL).

Come spesso accade, è quindi possibile affermare che, anche nel caso dell’olio di cocco, la scelta più saggia risiede in un utilizzo moderato. Per godere delle sue proprietà benefiche, è dunque possibile consumare olio di cocco (extravergine, biologico, puro al 100% e spremuto a freddo)  in alternanza alle fonti di grassi saturi più classiche, come burro o olio di semi; alimenti che, in generale, andrebbero comunque assunti con moderazione e nell’ambito di una vita attiva e uno stile alimentare sano e il più vario possibile.